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Il borgo di Salza Irpina: 'quel paese che ci vuole'

di Esther Zingariello, 22 anni

Salza Irpina è il mio paese e ci puoi venire per scelta o capitarci per caso, magari durante uno dei tanti eventi e delle tante sagre che il borgo organizza ogni anno.

Arrivando, si scende per una strada un tempo costellata da portoni aperti e calzolai a lavoro, attività fiorente del paese; oggi, ad aspettarvi, un solo calzolaio: la scultura ai piedi dell’asilo, dedicata a Michele Capozzi.

Proprio di fronte all’asilo c’è Palazzo Capozzi, famiglia molto importante, soprattutto per la figura di Michele Capozzi, soprannominato dal De Sanctis “Re Michele”, personaggio di rilievo per il paese e il territorio. Fu sindaco di Salza e la dotò di una biblioteca, della ferrovia, di una cassa di risparmio, del telegrafo, del cimitero e di un ospedale, di cui non resta quasi più nulla, situato su “i murilli”, nome con cui è chiamata dai salzesi una strada che si trova un po’ fuori dal paese, spesso percorsa da chi si vuole godere passeggiate a contatto con la natura.

Dà le spalle all’asilo la Chiesa di San Sebastiano, i cui intagli del portale d’ingresso cinquecentesco preludono quello che è un piccolo scrigno: all’interno vi sono un soffitto e una pala d’altare di alta fattura.

Non è l’unica chiesa a Salza, ve ne sono ben 6 pur essendo un piccolo borgo!

Molto interessante è la Chiesa dell’Immacolata Concezione che ha una confraternita molto antica.

Nella piazza principale del paese, da cui si gode di una vista impagabile, c’è la Chiesa Madre dedicata ai Santi Pietro e Paolo, che fu danneggiata dal terremoto dell’80, insieme alla Torre campanaria che non presenta più la parte superiore dove era presente un orologio.

Un’altra bella chiesa è quella della Madonna delle Grazie che presenta, all’interno, un affresco nel luogo in cui sarebbe apparsa la Madonna e, all’esterno, un lavatoio che fu costruito poiché ogni mese della Madonna, - ovvero a giugno, quando la scultura è ospitata in questa chiesa - appariva l’acqua. “Abbascio a Maronna” è un luogo che, soprattutto in estate, vista anche la freschezza del luogo, merita una sosta nell’ampia piazza.

Anche la zona dove si trova l’anfiteatro presenta uno spazio piacevole e arioso e più giù delle fontane dove abbeverarsi, usate un tempo dalle donne per lavare i panni.

Nella zona vicino al comune si trova, invece, il Palazzo Imperiale ed a fianco "la lammia”, una stradina che porta verso la montagna. La montagna circonda Salza, dove è importante la presenza di castagne e viti; molto conosciuta è proprio la Sagra della Castagna in autunno.

L’evento più sentito è certamente la festa di settembre, la festa patronale, in cui non solo il paese si popola di persone ed eventi, ma si crea un’atmosfera che ti fa sentire fuori dal tempo. E questo non vale solo per noi salzesi: che tu sia un amico o uno straniero, vieni coinvolto in questi giorni di festa e vieni iniziato all’immancabile e tradizionale gioco alcolico chiamato scoppola.

E quindi, come disse Cesare Pavese: «Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti».

Esther
#andràtuttobene