All’interno dello storico
Palazzo Ruffo, nel cuore di Scido, ha sede la
Biblioteca Comunale “Paolo Greco”, uno dei principali poli culturali del borgo. Oltre a custodire migliaia di volumi e preziosi manoscritti appartenuti al medico chirurgo Paolo Greco, la Biblioteca ospita una
singolare collezione di pipe artistiche, unica nel suo genere.
L’arte di Rocco De Giglio
Il museo custodisce
oltre 200 pipe intagliate a mano dal maestro artigiano scidese
Rocco De Giglio, conosciuto come
Mastru Roccu. A partire dalla
radica di erica, De Giglio ha trasformato un materiale naturale in
vere opere d’arte, dando forma a pipe che raffigurano personaggi storici, animali preistorici, fiori, figure femminili e soggetti ispirati alla fantasia popolare, accanto alle più classiche pipe da commercio.
Gran parte della collezione è composta da
esemplari zoomorfi e antropomorfi, realizzati con grande perizia tecnica e una spiccata vena artistica. Le vetrine accompagnano il visitatore in un percorso tematico: pipe a forma di uccelli, mammiferi, rettili e animali preistorici, fino ai volti di personaggi noti della politica e del mondo dello spettacolo.
Ogni pezzo racconta una storia di
artigianato paziente e minuzioso, profondamente legata al territorio aspromontano e ad una cultura del lavoro manuale che, attraverso queste opere, continua a tramandarsi nel tempo.
Un museo unico nel suo genere
Il Museo delle Pipe di Scido rappresenta un
unicum per allestimento e valore artistico, non solo in Calabria ma nel panorama nazionale. È un luogo che permette di scoprire un volto poco conosciuto dell’Aspromonte: quello dell’ingegno, della creatività e della tradizione artigiana.
Curiosità
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La collezione è raccontata anche nel volume “Rocco De Giglio, l’arte della pipa”, scritto da Mimma Carbone e Giuseppe Mazzilli, nipoti del maestro artigiano. Il libro ripercorre la vita e l’opera di Mastru Roccu, il cui laboratorio si trovava a pochi passi dalla sua casa natale, a circa 200 metri dall’attuale museo.
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In occasione della presentazione del volume, gli autori hanno donato al museo una pipa della loro collezione privata, il Cobra Reale, raffinata raffigurazione allegorica ispirata alla Divina Commedia di Dante.