Dagli inizi dell’anno Mille
Montemurro ha cominciato a scrivere la sua storia: una storia di gente operosa che, nei secoli, ha saputo rendere il paese un centro di riferimento economico per l’intero circondario
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Lo sviluppo dell’artigianato e dell’agricoltura ha camminato di pari passo con la crescita culturale e spirituale del borgo, che si è arricchito di chiese e cappelle, segno della solida fede che ha sempre accompagnato la vita dei suoi abitanti.
Oggi restano poche ma preziose testimonianze di quel passato fiorente — custodite nei toponimi, nei ruderi e negli edifici sopravvissuti ai tanti movimenti tellurici che, nel tempo, hanno messo a dura prova la memoria architettonica del paese.
Il percorso inizia nel rione Gannano, il primo che si incontra entrando da sud, considerato uno dei più antichi nuclei abitativi di Montemurro.
📍 Tappa 1 – Piazza San Nicola di Bari
All’ingresso del borgo si apre la piazzetta San Nicola di Bari, dove un’edicola votiva in ceramica ricorda un’antica chiesa dedicata al Santo, probabilmente eretta nei dintorni.
Nei vicoli adiacenti si trova un piccolo spiazzo, la Piazza degli Uomini, che rievoca i tempi in cui Gannano era animato da taverne (ganea, da cui il nome) e da momenti di vita comunitaria.
⛪ Tappa 2 – Chiesa di San Rocco
Proseguendo sulla strada principale si incontra la Chiesa di San Rocco, costruita intorno al 1694.
L’interno, a navata unica, conserva pitture murali eseguite nel Novecento dai montemurresi Pasquale e Antonio Lotito, mentre l’altare e il tabernacolo sono stati restaurati dal maestro Riccardo Maniscalco, che ha aggiunto immagini di Santi ottocenteschi.
Sulla facciata esterna campeggia un pannello in ceramica smaltata raffigurante San Rocco, protettore del borgo.
🕊 Tappa 3 – Piazza IV Novembre (Piazza Santa Maria)
Salendo leggermente a sinistra si raggiunge Piazza IV Novembre, comunemente detta Piazza Santa Maria, in memoria dell’antica Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, distrutta dalla frana del 1842.
Una edicola votiva della Pietà ne perpetua il ricordo, mentre sul lato opposto si erge il monumento ai Caduti di tutte le guerre.
🕯 Tappa 4 – Chiesetta di Sant’Antonio Abate
Ritornando su corso Vittorio Emanuele e imboccando via Valle, si scopre la Chiesetta di Sant’Antonio Abate, già citata nel 1566 insieme alla sua badia.
La cappella, ad aula unica, accoglie le spoglie degli antenati della famiglia Imperatrice e presenta, sulla facciata, l’immagine del Santo su maioliche.
🏛 Tappa 5 – Palazzo Marra e la Montemurro Risorgimentale
Lungo via Valle si incontra Palazzo Marra, che nell’Ottocento fu sede del comitato insurrezionale per l’Unità d’Italia.
Una lapide ricorda i nomi dei patrioti guidati dal montemurrese Giacinto Albini, nominato da Garibaldi Governatore della Basilicata.
A lui è dedicata la piazza principale di Montemurro, alla fine di viale Regina Elena, dove il suo busto si affaccia sui resti dell’antico convento domenicano.
⛪ Tappa 6 – Convento della SS. Annunziata
Di fronte a piazza Albini sorgono i resti del Convento domenicano della SS. Annunziata, costruito nel 1068 sul sito del castellum Montis Murri.
Restaurato dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Architettonici della Basilicata, oggi ospita una sala convegni e la mostra permanente “Pittori Montemurresi del ’500 e ’600”, con riproduzioni delle opere di Sebastiano e Carlo Sellitto, Gian Giacomo e Anna Maria Manecchia.
All’interno si possono ammirare il presbiterio, il coro, il sarcofago del barone D’Elia, frammenti di affreschi e statue di San Domenico e San Vincenzo.
🌸 Tappa 7 – Chiesa di Santa Maria del Carmine
Proseguendo lungo viale Regina Elena si giunge alla Chiesa di Santa Maria del Carmine, inaugurata nel 1922.
La struttura, a croce latina e a navata unica, custodisce statue della Madonna col Bambino, di Santa Lucia e di altri Santi cari alla devozione popolare.
👞 Tappa 8 – Rione Concerie
Tornando verso piazza Albini, una salita sulla destra conduce al rione Concerie, così chiamato per la storica lavorazione delle pelli che rese famosa la “concia montemurrese” anche oltre i confini regionali.
Il rione introduce a un piazzale dove sorgono la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta e l’annesso Convento di Sant’Antonio da Padova, entrambi edificati nel 1635.
⛪ Tappa 9 – Chiesa Madre e Convento di Sant’Antonio da Padova
La chiesa, a due navate divise da archi, conserva un presbiterio sopraelevato, un pavimento in ceramica smaltata e numerose opere d’arte, tra cui:
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un dipinto del 1666 con l’Assunzione della Madonna tra monaci e San Gerolamo;
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tele barocche attribuite a Pietro Bardellino;
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un Crocifisso ligneo del XVII secolo;
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statue di San Giorgio, patrono di Montemurro, e della Madonna di Servigliano, venerata da settembre a maggio.
Il convento conserva affreschi seicenteschi con episodi della vita di Sant’Antonio e San Francesco e dal 1931 ospita l’asilo parrocchiale.
🕍 Tappa 10 – Piazza San Giacomo
Da piazza Albini, percorrendo corso Leonardo Sinisgalli, si raggiunge piazza San Giacomo, che ricorda la chiesa omonima crollata nel terremoto del 1980, oggi luogo di memoria e devozione.
🌄 Tappa 11 – Santa Maria del Soccorso e il Santuario della Madonna di Servigliano
Lasciando il centro abitato, si incontra la Chiesa di Santa Maria del Soccorso, edificata in mattoni dopo il terremoto del 1857.
Proseguendo per circa dieci chilometri, la strada conduce al Santuario della Madonna di Servigliano, sul Monte Santo Jaso (1.300 m s.l.m.), costruito nel 1911.
Durante i mesi estivi (maggio–settembre) ospita la statua della Madonna ed è meta di pellegrinaggi e campeggi religiosi, offrendo una delle vedute più emozionanti della Val d’Agri.
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