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La Valle delle Pietre a Guardia Perticara

Preferito
Indirizzo
GUARDIA PERTICARA (PZ)
via

Descrizione
Itinerario circolare a piedi nella Valle delle Pietre, a oriente di Guardia Perticara (a 2 km).

Partenza e arrivo: Ponte sul Vallone, lungo la strada di collegamen - to fra Guardia Perticara e il ponte di Tuorro ... . Si raggiunge in auto dal capoluogo piegando verso destra all’altezza dell’incrocio con la S.S. 103, tenendo sotto la statale. Distanza: 3,5 km Dislivello: 190 metri in salita. Condizioni del percorso: strade campestri sterrate, sentieri. Altimetria: percorso con brevi ma ripide rampe in salita. Periodo più indicato: ogni stagione, ma in estate evitare le ore calde. Info: Comune di Guardia Perticara, tel. 0971.964004, www.comuneguardia.it L’itinerario nella Valle delle Pietre - Valle Preta, nel dialetto di Guardia Perticara - è breve ma interessan - te perché attraversa uno spaccato della campagna sulla sinistra della Valle del Sauro, a non molta distanza dal centro storico. La skyline di Guardia Perticara resta sem - pre in vista durante tutto il cammino che, per altri versi, incuriosisce per le bizzarre conformazioni geomorfolo - giche, dovute alle erosioni e alle frane che colpiscono da secoli questo territorio. Ci si può avvicinare in auto al punto di partenza, sta - bilito al fondo della discesa, lungo la strada che a oriente del capoluogo arriva al ponte di Tuorro e al fondovalleSauro. Dopo le ultime curve la strada supera su un ponte il Fosso del Vallone: lì si può posteggiare e, superato un cancellino (da richiudere) si comincia a risalire a piedi, su uno stradello sterrato, la Valle delle Pietre. Il greto sassoso del torrente, che dimostra la poderosa azione di trascinamento delle acque nei rari ma tumultuosi periodi di piena, resta inizialmente sulla destra, ma, più avanti lo si attraversa per poi continuare a costeggiarlo. Si supera un altro cancellino e quindi, tenendo come riferimento una grossa quercia isolata sul pendio si inizia a guadagnare quota lasciando in basso il letto del corso d’acqua. È un grande prato in declivo che, in cima, intercetta un altro stradello scavato fra alte pareti di arenaria e di strati sabbiosi consolidati.Qui è facile rinvenire piccoli fossili, lumachelle e conchiglie depositate durante i lunghi periodi di ingressione marina del Pliocene (15-20 milioni di anni or sono). In quel periodo infatti, la Valle dell’Agri e quella del suo affluente Sauro era occupata da un bacino lacustre, o da un fiordo dello Jonio, successivamente colmato da materiali alluvionali trascinati a valle dai corsi d’acqua. Un’azione congiunta di sollevamento della crosta terrestre e di regressione del livello marino ha messo in evidenza infiniti strati di deposizione di arenarie e di sabbie, più o meno consolidate e cementate. Le argille, in particolare, hanno conservato i fossili. In particolare molluschi bivalvi. Si procede nella salita: dietro il bordo della scarpata, verso sinistra, si aprono profondi calanchi che giungonofino al fondo della Valle delle Pietre. I calanchi sono forme di erosione frequenti nell’Appennino. Sono originati da un particolare drenaggio delle acque meteoriche che formano numerosi solchi profondi e ravvicinati fra loro. Lo stradello entra in un altro grande prato in declivio. Anche qui una quercia monumentale fa da riferimento al cammino che piega, verso destra e mantenendo la quota arriva a congiungersi con una strada campestre: la si impegna verso destra arrivando in breve fra le pertinenze di una casa colonica. Scorrendole sotto si inizia a scendere e, lasciata la strada, si intercetta il bel sentiero che corre lungo la cresta della collina, inizialmente all’interno del bosco ceduo. A un tratto, verso sinistra, si scorge un’altra imponente parete di arenarie fantasiosamente lavorata dalle erosioni. Mantenendo sempre il cammino di cresta si perviene infine in capo a una splendida macchia prativa da cui si gode una larghissima veduta sul colle di Guardia Perticara e sulla Valle del Sauro. Da qui si comprende anche la complicata morfologia della regione: meno di un decimo della superficie della Basilicata è considerata pianeggiante. Da ciò e anche dalla difficile condizione di stabilità dei suoli è derivata una pratica agricola che spesso si è trasformata in una vera lotta contro gli elementi naturali. Quasi nel mezzo del prato, fra alberi isolati si scorge un cascinale che diventa il nostro nuovo punto di riferimento. Passandovi accanto si prosegue poi verso il margine inferiore della radura fino a intercettare lo stradello che con due curve riporta sul greto del torrente della Valle delle Pietre giusto nel punto dove avevamo iniziato il cammino e lasciato l’auto.

Il casolare nella radura alla conclusione dell’itinerario.

La parete di arenarie e di argille che s’incontra nella Valle delle Pietre.

Piccoli ma moderni presidi colonici contrastano l’abbandono delle terre coltive nell’agro della Valle del Sauro.

L’energia eolica, una questione di paesaggio Da qualche anno l’energia eolica non è più la terza fonte energetica del nostro Paese, dopo la termica e l’idroelettrica. È stata superata dal fotovoltaico con 14.490 gigawatt di produzione, contro gli 11.541 dell’eolico. Sono entrambi fonti energetiche rinnovabili e in grande sviluppo - rappresentano quasi il 10% del fabbisogno nazionale - ma confliggono con il paesaggio per l’impatto dei loro impianti. La lunga teoria delle pale eoliche segna ormai molti crinali delle montagne del Meridione rompendo quell’immagine di incorrotta solitudine che li ha a lungo contraddistinti. Difficile giudicare cosa sia meglio: un paesaggio integro o una fonte d’energia pulita? Certo è che non esiste un piano organico per la localizzazione di questi impianti e già si può immaginare, fra cent’anni, lo stupore di qualche archeologo dell’industria di fronte ai ruderi di questi strani mulini d’inizio millennio.

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Questa sezione contiene suggerimenti di itinerari. Le informazioni contenute hanno carattere puramente indicativo e possono contenere errori o inesattezze. Prima di cominciare l'escursione, accertarsi sempre delle effettive condizioni del percorso e delle condizioni meteo. Scegliere sempre escursioni adatte alle proprie capacità e al proprio allenamento. Si declina ogni responsabilità per fatti derivanti dall'utilizzo delle informazioni contenute in questa scheda. Le escursioni sono effettuate sotto l'esclusiva responsabilità dei singoli escursionisti.
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