Camerota

Campania
Camerota(SA)
IL BORGO DELLA TERRACOTTA E DEGLI ULIVI SECOLARI!
Campania
Camerota(SA)
IL BORGO DELLA TERRACOTTA E DEGLI ULIVI SECOLARI!
L'etimologia del nome sembrerebbe derivare dal termine greco Kamaratòn, che significa "ricurvo, ad arco", riconducibile alle numerose grotte calcaree e strutture ad arco che caratterizzano Camerota. L'altra ipotesi è che derivi dal latino Camurus (incurvato), sempre legato alle forme predominanti nel territorio.
Secondo alcuni studiosi, le frazioni del borgo sarebbero sorte con l'immigrazione degli italo-greci, tra cui monaci basiliani provenienti da Sicilia e Calabria, arrivati nel Cilento per sfuggire alle guerre balcaniche. A confermare la presenza nel territorio dei monaci i resti del Cenobio di San Cono e del Cenobio di San Pietro a Licusati.
Rare sono le tracce che rimandano alla colonizzazione greca e a quella romana.
Nei secoli successivi, è stata dominata dai Longobardi (VI-XI sec. d.C.), dai Normanni (XI-XIII sec. d.C.), dagli Svevi (XIII sec. d.C.), dagli Angioini (XIII-XV sec. d.C.), dagli Aragonesi (XV-XVIII sec. d.C.), dagli Asburgo (XVIII sec. d.C.), dai Borbone (XVIII-XIX sec. d.C.).
Dal 1811 al 1860 è stata capoluogo del mandamento di Camerota, appartenente al Circondario di Vallo della Lucania.
Il territorio di Camerota è uno dei luoghi più importante in Italia per lo studio della cultura preistorica lungo la costa; proprio qui si trovano perfino resti di ippopotami usati come prede della caccia. Interessanti dal punto di vista scientifico e di importanza internazionale, le grotte di Marina di Camerota che hanno permesso di ricostruire i cambiamenti avvenuti lungo la costa e le attività dell'uomo preistorico, dello stesso periodo dell'Uomo di Neanderthal, che abitava questo territorio.
Lungo le coste che formano il porto naturale, dominate dai resti della torre del Frontone (o degli Infreschi) e dalla cappella di San Lazzaro, si trovano due importanti grotte raggiungibili solo via mare: la grotta degli Infreschi e la grotta del Noglio. In parte distrutte dall'azione delle acque, presentano tuttavia importanti testimonianze di frequentazione umana a partire dal Paleolitico Medio.
Nel 2019, durante i lavori per la riqualificazione di Piazza Castello, sono stati ritrovati interessanti ambienti funerari con ossa umane, probabilmente risalenti al 1700.
Omero, nella suo celebre poema "L'Odissea", sembra aver ambientato alcuni passi proprio nella costa del basso Cilento.
Fino al 1900, la realizzazione dei coppi rappresentava l'attività trainante dell'economia di Camerota.
Porta di Suso, l'unica antica porta di accesso al borgo rimasta, presenta un corpo avanzato a "saiettiera", che serviva a gettare olio bollente al nemico che tentasse di accedere.
Scendendo verso la parte bassa del paese, si arriva in zona eliporto, da cui si può accedere al sentiero che porta alla grotta di San Biagio, preziosa testimonianza della presenza dei monaci basiliani a Camerota. Al suo interno fu ricavata una piccola cappella, da cui si gode di un panorama mozzafiato.
Gli ulivi tracciano la storia del basso Cilento; importati dal mondo greco, secondo la mitologia furono donati dalla dea Athena all'uomo, per la quantità di scopi che questi poteva soddisfare. L'ulivo è simbolo della vita che non muore, perché non perde mai le foglie e rinasce anche dopo incendi o stroncature. E' altresì sinonimo di longevità, come il famoso nutrizionista Ancel Keys testimoniò con le sue ricerche sulla dieta mediterranea.
Senza Tempo (2019) — Alcune scene del film "Senza Tempo" (2019) sono ambientate a Marina di Camerota. Il film è stato realizzato dal regista e sceneggiatore Felice Antignani, cresciuto a Pomigliano e fortemente legato al Cilento.
Passpartú - Operazione Doppiozero (2019) — Il film divertente "Passpartú - Operazione Doppiozero" (2019) di Lucio Bastolla, è ambientato nel Cilento, tra Ceraso, Marina di Camerota, Napoli, la Costiera Amalfitana e Agropoli. Questo esilarante racconto di una piccola comunità, vede Veronica Maya per la prima volta sul grande schermo.