Salve

Puglia
Salve(LE)
LA PERLA DEL CAPO DI LEUCA CON LE MALDIVE DEL SALENTO!
Puglia
Salve(LE)
LA PERLA DEL CAPO DI LEUCA CON LE MALDIVE DEL SALENTO!
Il nome del borgo di Salve è un saluto di benvenuto a chi arriva per ammirarne le bellezze.
Il patrimonio archeologico del territorio, con monumenti megalitici (dolmen, menhir, specchie), oggetti preistorici e frammenti ossei, testimoniano che i primi insediamenti risalgono a circa 60.000 anni fa.
I primi rinvenimenti archeologici risalgono all'età del bronzo quando Salve ospitava insediamenti messapici come l'insediamento della Masseria dei Fani dal 1550 a.C. al 470 a.C., del villaggio "Spigolizzi" (XVI-XV secolo a.C.) della mitica cittadella di Cassandra che la leggenda racconta che macinasse in un mulino le pepite d'oro, e del villaggio "Casale di San Biagio", presumibilmente così chiamato perchè ubicato vicino alla cappella dedicata a "Santu Lasi".
Il Casale sarebbe stato abbandonato nel VI secolo d.C. a causa di una pestilenza o, come per Cassandra, per la furia devastatrice dei Goti.
Qualche secolo dopo, il centro abitato di Salve si espanse rapidamente per lo spostamento degli abitanti della costa ionica verso l'interno, abitanti in fuga dalla malaria.
Nel IX secolo, con il feudalesimo, Salve fu dominata da diverse famiglie nobiliari. Tra queste, Giacomo Natoli (dell'Antoglietta), discendente del re di Francia e Barone di Fragagnano, Ruffano, Altavilla, Casalecchio, Santa Digna, Casavecchia, di Morciano, Francavilla, Monteiasi, barattò il feudo di Morciano con quello di Salve con Ruggero Sambiasi.
I Duchi di Salve costruirono nel quartiere Vomero di Napoli la loro dimora chiamata Villa Salve, nota anche come Villa Winspeare a seguito del matrimonio della duchessa Emma Gallone con Antonio Winspeare.
L'arrivo dei Saraceni prima (IX secolo d.C.) e dei Turchi poi (XV secolo) portarono alla costruzione di mura difensive ed altre fortificazioni tuttora esistenti.
Sempre a scopo difensivo e di avvistamento, sotto la dominazione spagnola Carlo V fece edificare una serie di torri costiere; tra queste, la Torre dei Pali, terminata nel 1563, fu posta su uno scoglio in mezzo al mare, collegata alla terraferma da un ponte in muratura che oggi non esiste più, facendo apparire la torre isolata in mezzo al mare. La torre ha dato il nome anche alla frazione del comune.
La grande operazione di bonifica delle coste ioniche del Salento avviata nel 1930 e terminata nel secondo dopoguerra, portò all'utilizzo delle spiagge con conseguente sviluppo del turismo balneare, che oggi costituisce una delle principali risorse economiche del comune.
La piccola frazione di Ruggiano ha l'aspetto di un villaggio western, con una sola strada che attraversa il centro ed un monumento significativo, il Santuario dedicato a Santa Marina, cui gli abitanti sono molto devoti.
In età moderna l’economia di Salve ruotava soprattutto intorno all’olio, prodotto in una ventina di trappeti ipogei. Il più celebre è il frantoio “Le Trappite”, interamente scavato nella roccia.
Il prodotto che maggiormente caratterizza Salve e il territorio che lo circonda è il cosiddetto oro del Salento: l’olio extravergine d’oliva. Un olio dal sapore fruttato che tuttavia lascia emergere anche una lieve sensazione di amaro leggermente piccante.
Altro protagonista indiscusso dell’economia salvese fino alle fine degli anni Settanta è stato il "Pomodoro di Salve". Il mercato “la Chiàzza” (attualmente piazza Matteotti) brulicava di produttori, mediatori ed acquirenti. Oggi viene coltivato negli orti domestici ed in piccoli appezzamenti di terra, secondo l'antica tradizione della coltivazione "a secco", e si contraddistingue per la durezza della sua buccia, per la sua attitudine ad essere conservato e per le sue riconosciute proprietà organolettiche. Si sta avviando inoltre uno studio per l'inserimento di questa "varietà" all'interno della lista delle Produzioni Agroalimentari Tradizionali (P.A.T.).
Nel 1628 i Salvesi decisero di acquistare un organo per la loro Chiesa. L'organo Olgiati-Mauro, dai nomi dei maestri costruttori, è un vero e proprio gioiello dell’artigianato musicale, C'è una leggenda legata all'antico organo: un galeone, nel cercare di trasportare il bellissimo organo costruito a Como e diretto ad Alessandria d’Egitto, costeggiando le coste salentine sarebbe stato colto da una tempesta violenta; i pescatori di Torre Pali, nel cercare di salvare i marinai superstiti, scoprirono nella stiva l'organo, poi montato nella chiesa madre di San Nicola Magno dove lo si può ammirare ancora oggi.
Inno paesano
CANTO TRADIZIONALE SALVESE
Sai quantu è bèddu Salve è na pianura,
strade darìtte còmu nà cannìla.
Ci lu vòle lu còre mèu ne l'àggiu ddàre ne l'àggiu ddà,
ci lu vòle lu còre mèu ne l'àggiu ddàre quannù sarà.
Ne l'aggiu ddàre quannu stàmu suli,
le pène tòi e le mèi n'imu cuntàre.
Ci lu vòle lu còre mèu ...
Lucème luna c'àggiu caminàre,
aggiu scìre dal mio bene ca me vòle.
Ci lu vòle lu còre mèu...
O rondinella ca vàrchi lu mare,
me presti l'ali tòi, su bedde nere.
Ci lu vòle lu còre mèu...
E quànnu torna a casa vòju rèsta,
sapesse la dolore ca me cùsta.
Ci lu vòle lu còre mèu...
E pìcca pane e pìcca patarnòsci,
cusì s'à dittu sempre a quiste vànni.
Ci lu vòle lu còre mèu...
Sai quantu è beddu Salve allu tramontu,
lu sùle scàrfa 'ncora lu Salentu.
Ci lu vòle lu còre mèu...
Terrarussa e petre (2018) — Il docufilm "Terrarussa e petre" (2018) del regista Luca Melcarne è interamente "made in Salve". E' basato sulla storia della comunità salvese negli anni Cinquanta, e trae spunto dal volume “Archeologia del Salento” del prof. Nicola Febbraro, esperto di storia locale.
L'agenzia dei bugiardi (2019) — "L'agenzia dei bugiardi" (2019) del regista Volfango De Biasi è una commedia italiana girata tra Salve, Pescoluse e l'Acaya Golf Club di Vernole (LE). Nel cast, gli attori Giampaolo Morelli, Massimo Ghini, Alessandra Mastronardi, Paolo Ruffini, Carla Signoris, Herbert Ballerina e Diana Del Bufalo.