Cappella di Sant'Antonio da Padova

Santuari, Chiese e Monumenti

Cappella di Sant'Antonio da Padova

Trivigno

TRIVIGNO (PZ), Strada comunale Sant'Antonio Epitaffio

La Cappella di Sant’Antonio da Padova è una piccola chiesetta campestre , situata in località Epitaffio, nelle campagne intorno al centro storico di Trivigno. Venne edificata da maestranze lucane sicuramente prima del XVII secolo , visto che la sua presenza è nota sin dal 1680 , e fu ristruttura e a

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La Cappella di Sant’Antonio da Padova è una piccola chiesetta campestre, situata in località Epitaffio, nelle campagne intorno al centro storico di Trivigno.

Venne edificata da maestranze lucane sicuramente prima del XVII secolo, visto che la sua presenza è nota sin dal 1680, e fu ristruttura e ampliata varie volte, soprattutto grazie alle offerte dei fedeli: nel 1853, nel 1906, nel 1915 e dopo il sisma del 1980 che colpì l’intera Basilicata.

In particolare, dopo il terremoto, per permettere ai numerosi fedeli di seguire le funzioni religiose senza ammassarsi nella piccola cappella, fu eretto, anche grazie al contributo della stessa popolazione, un altare all'esterno e fu sistemato lo spiazzo antistante con la creazione di un viale e la posa di aiuole, a cui si accede tramite un cancello di ferro, presso cui è stata collocata un'edicola.

Attualmente la Cappella, ad aula rettangolare unica, presenta una facciata sobria, sovrastata da un cornicione con al centro una coppia di monofore in muratura finemente lavorata e un portale in pietra, sormontato da un arco ribassato delimitato da una cornice modanata, probabilmente degli inizi del Novecento.

Sul fianco destro dell’edificio potrete vedere la cella campanaria che custodisce una grande campana di circa 130 kg, mentre sul lato sinistro troverete un ingresso secondario, anch’esso caratterizzato da un portale in pietra novecentesco sormontato da triglifi laterali e da un architrave su cui è incisa la scritta “A devozione popolo Trivigno Saverio Albano 1908”.

All'interno della Chiesetta, ad un’unica navata, potrete ammirare nell’abside un quadro incorniciato da un arco a tutto sesto che raffigura un bambino steso sull'erba, un mulo e subito dopo Sant’Antonio che appare avvolto in una nuvola di luce sopra una quercia; un organo chiuso insieme con la cantoria in legno ornata a traforo con motivi floreali; e un leggio ottagonale in metallo e tavole di legno degli inizi del XXI secolo.

Nell'arco centrale potrete vedere una nicchia in cui è posta la statua di Sant'Antonio in marmo bianco e policromo, delimitata da lesene reggenti una cornice modanata, e a destra un piccolo dipinto del pittore trivignese Angelo Vignola risalente al 1948 e raffigurante la Madonna con Bambino e, sullo sfondo, un volto maschile.

Sulla parete di fondo si trova un altare in marmo bianco su cui è dipinto un agnello accovacciato su un libro chiuso, incorniciato da motivi floreali e appoggiato su uno zoccolo, al cui centro è incisa la data 1910. Un tempo, prima che venisse rubata, era presente pure una grande tela fissata al muro, forse di origine settecentesca e di autore ignoto, che ritraeva probabilmente San Carlo Borromeo in meditazione, incorniciato da angeli scolpiti a tutto tondo che reggevano un medaglione con motivi floreali. Oggi il dipinto è stato sostituito da un'altra grande tela novecentesca del pittore trivignese Vito Luongo che riproduce l'omaggio di una mula inginocchiata dinanzi al Santissimo Sacramento.

Volgendo gli occhi in alto, potrete apprezzare lo splendido soffitto ornato al centro da un affresco con la raffigurazione di Sant’Antonio che si rivolge alla Madonna.

Curiosità

  • A Sant'Antonio di Padova molti trivignesi, fin dalla seconda metà del XVII secolo, intestarono beni mobili e immobili, tra cui terreni e animali.

  • Sul retro della Cappella si trovava l’abitazione del sacrestano e custode, figura attiva fino alla fine degli anni Cinquanta, che si occupava anche di raccogliere la questua per far fronte ai bisogni della Chiesa e della sua famiglia.

  • Sant’Antonio di Padova fu sacerdote e dottore della Chiesa, che, nato in Portogallo, entrò nell’Ordine dei Frati Minori da poco fondato e contribuì alla diffusione della fede tra le popolazioni dell’Africa, predicando anche in Italia e in Francia. Dietro incarico di San Francesco insegnò teologia ai suoi confratelli. Viene tradizionalmente raffigurato con gigli bianchi ed è il protettore di poveri, oppressi, orfani, prigionieri, naufraghi, bambini malati, vetrai, reclute, donne incinte, affamati, viaggiatori, animali, pescatori, cavalli e marinai.

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