Immerso nell'incantevole altopiano della Lacina, tra Brognaturo e Santa Caterina sullo Jonio, un tempo si ergeva il Castello della Baronessa Scoppa, noto anche come Castello della Lacina, una residenza estiva che sembrava uscita dalle pagine di un libro di fiabe.
Costruita a metà dell'Ottocento da Maria Enrichetta Scoppa, Baronessa di Badolato, morta nel 1912, questa imponente fortezza dominava la pianura circostante con la sua maestosa presenza. Nonostante fosse la proprietaria, la Baronessa non risiedeva abitualmente nel castello, poiché il suo domicilio principale era a Sant'Andrea sullo Ionio. Durante l'Ottocento, la piana circostante il castello era dedicata alla coltivazione, probabilmente di grano, e il castello ospitava un via vai di coloni durante il periodo della semina e del raccolto. Il piano superiore del castello era riservato alle stanze della Baronessa e dei suoi ospiti, mentre il piano inferiore era destinato alla guarnigione, alle provviste e persino ad una piccola stalla per i cavalli della Scoppa.
Con il passare degli anni, gli alberi piantati durante le campagne di rimboschimento hanno nascosto il castello alla vista, lasciandolo in balia del tempo e del degrado. Tuttavia, non tutto è andato perduto. Il castello, situato in una posizione elevata all'interno del bosco, offre ancora oggi una vista dei suoi affascinanti ruderi, caratterizzati dai quattro distintivi torrioni angolari. La sagoma originaria del castello è ancora percepibile, evocando la sua antica grandiosità. In questo angolo nascosto di Brognaturo, il Castello della Baronessa Scoppa conserva un fascino senza tempo, capace di far rivivere ai visitatori l'atmosfera di un'epoca lontana.
Se visitate o tornate a Brognaturo, concedetevi un'ora per una passeggiata tra i boschi della Lacina. Il sentiero vi guiderà tra gli alberi fino a ciò che resta di questo affascinante castello, un tempo orgoglio del territorio e oggi silenziosa testimonianza di una storia che attende di essere riscoperta.
Curiosità
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Alcuni malintenzionati, attratti dalle preziose lastre di granito che lo adornavano, hanno inferto danni irreparabili a questa splendida struttura.
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Un aspetto intrigante legato al castello della Baronessa Scoppa riguarda le misteriose sabbie mobili, o meglio le zone paludose (note come "vizzichi"), che caratterizzavano l’altopiano della Lacina. Queste vaste aree, coperte di giunchi secchi, rappresentavano un pericolo per chiunque si avventurasse attraverso la piana, soprattutto nei tempi antichi. Le sabbie mobili erano così insidiose che non era raro che i carri trainati da buoi vi affondassero parzialmente. Ancora oggi, durante le escursioni nei dintorni del lago, è necessario aggirare queste aree apparentemente asciutte, ma che possono nascondere insidie.
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Secondo una leggenda locale, la Baronessa, nota per la sua lussuria, avarizia e paranoia, infrangeva ripetutamente il voto di castità intrattenendosi con diversi uomini, talvolta persino fanciulli, che poi faceva sparire nelle segrete del castello o nelle vicine sabbie mobili. Temendo la vendetta sia dei vivi che dei morti, la baronessa era ossessionata dal timore di finire all’inferno, soprattutto a causa delle proprietà indebitamente sottratte dai suoi avi alla vicina Certosa di Serra San Bruno. Questi timori la spinsero a coprire gli affreschi della cappella ereditata e, infine, a distruggerli completamente con un piccone.
Indicazioni
- Arrivati a Brognaturo, proseguite lungo la strada provinciale in direzione di Guardavalle. Dopo circa cinque chilometri, svoltate a sinistra su una salita parallela alla strada principale e continuate per altri 2 chilometri fino a raggiungere un incrocio. Qui, troverete una strada asfaltata sulla sinistra e due stradine sterrate sulla destra. Parcheggiate l'auto e imboccate la seconda stradina a destra. Continuate dritto fino al prossimo incrocio, dove dovrete svoltare a destra. Poco oltre, sulla sinistra, si apre un piccolo sentiero - il Sentiero Monte Trematerra - che vi condurrà al castello.