A pochi metri dalla Piazza Perticari, percorrendo il corso Matteotti, troviamo la Chiesa di Sant' Agostino, chiamata anche chiesa di S. Pietro. La costruzione della stessa risale al 1610 e verrà terminata nel 1617, apponendo sulla facciata una lapide in arenaria a ringraziare i benefattori.
Camminando per il corso, la chiesa risalta tra basse costruzioni ai suoi fianchi, con la sua facciata composta interamente in laterizio facciavista e il portale di pietra arenaria con il frontone frammentato. Accedendo dalla destra della struttura, ci ritroviamo in un corridoio che conduce al cortile del monastero e alla sacrestia; alla chiesa infatti fu annesso l'ex Convento degli Agostiniani, fautori della costruzione.
Entrando nella basilica, notiamo le volte a botte che coprono la navata unica, ricca di elementi neoclassici ed inoltrandosi sempre più nella struttura, si può osservare che su ogni lato delle pareti laterali, si innestano due arcate a tutto sesto in cui si trovano quattro altari uguali, equamente ornati da un frontone triangolare e meravigliose tele, tra le quali è possibile scorgere una cornice dorata raffigurante San Pietro Apostolo.
Lungo le pareti latistanti del presbiterio possiamo mirare due grandi dipinti realizzati nel 1787 da Giuseppe Ceccarini, pittore fanese, e più precisamente a destra il "Miracolo di San Nicola da Tolentino" e a sinistra la "Tomba di Sant'Agostino". Osservando ancora più attentamente gli altari, possiamo vedere che nel primo di destra vi è l'opera "Madonna del Carmine" e nel secondo una rappresentante "San Nicola da Tolentino". Per completare il tour degli altari, nel primo di sinistra possiamo vedere una tela realizzata da Giuseppe Ceccarini nel 1785 intitolata "Crocifissione".
Al di sotto di questo altare, dentro un'urna in vetro si custodisce il sacro ritratto in legno del "Cristo Morto", che un discepolo del Canova, Filippo Reali, realizzò nel 1826.
Un meraviglioso arco trionfale ci permette di accedere al profondo presbiterio, coperto da una volta a crociera, e caratterizzato da un vecchio altare in marmo. Alzando gli occhi verso l'alto, potremo osservare sette grandi finestre che permettono alla chiesa di avere un'illuminazione naturale.
Un'altra importante opera da ammirare è il "Cristo risorto", realizzata nel 1871 da Gaetano Vitene da Faenza.
