La Chiesa di Santa Barbara fu una delle tre parrocchie di Rivello di rito greco. Il 28 Agosto 1372 fu associata alla parrocchia di San Nicola da Monsignor Nicolao, vescovo di Policastro.
L’antica chiesetta conserva affreschi risalenti al tardo ‘500 attribuiti al pittore rivellese Antonio Aiello. Sull’altare principale troviamo, nel registro superiore Cristo incorniciato da una mandorla, siede imponente su un trono figurato da una semplice fascia orizzontale e, mentre con la mano destra benedice, con la sinistra regge un libro. Ai lati due Angeli sostengono la mandorla, con una insolita posizione delle braccia: l’arto destro perpendicolare al busto la regge dal basso, quello sinistro passante sulla testa dall’alto. Nel registro inferiore i Santi si allineano, divisi in due gruppi da sei, in uno spazio limitato e circoscritto che li comprime e li assottiglia; i cui nomi sono scritti nella fascia inserita fra i due registri che spartiscono in due l’affresco. A destra dell’abside, da un edicola cinquecentesca emerge l’immagine di un Santo, forse S. Marco perché la parte superiore delle lettere del secondo gruppo farebbe pensare più ad in CUS che ad un THEUS. Secondo la studiosa Grelle il Santo lascerebbe supporre l’intervento dello stesso autore del Cristo in Gloria, di stampo romanico, presente nel Cristo della Cappella dell’ Annunziata, ad uno stile tardo gotico. Ciò dovette avvenire nel XVIII sec. Allorchè si ricoprì la figura con altre immagini di cui ancora oggi possediamo i frammenti. Il Santo infatti risulta tagliato, all’altezza del mento da una fascia soprapposta, ornata di losanghe che giunge fino a metà petto.
Santa Barbara è molto particolare perché il campanile forma un tutt'uno con la facciata principale ed è una delle chiese che come S. Nicola dei Greci, S. Michele dei Greci, Cappella dell’Annunziata, Cripta di S. Nicola, Cappella di S. Giovanni testimoniano la presenza dei Greci a Rivello. Probabilmente anche grazie al clima di reciproco rispetto e grande tolleranza religiosa, il rito greco ha resistito fino al 1378 nella Collegiata di S. Barbara, quando fu unita alla chiesa latina di S. Niccolo’, mentre e’ durato fino al 1588 nella Parrocchia di S. Maria del Poggio. A tal proposito e’ istruttivo e molto eloquente quanto si legge nell’opera di Pietro Pompilio Rodota’ “Dell’origine, progresso e stato presente del rito greco in Italia”: “Dacche’ il rito greco si apri’ la strada nelle Provincie Napoletane, penetro’, e fu per lungo tempo rispettato nella Terra di Rivello della Diocesi di Policastro. Si videro ivi sorgere due Collegiate, sotto il titolo di S.Maria del Poggio l’una numerosa di clero greco, l’altra sotto il titolo di S. Niccolo’ composta da sacerdoti latini. Nei secoli superiori, Parrochi greci, e i latini tenendo pacificamente, e senza contraddizione, la cura delle anime fra loro divisa, non vedevano maggior emulazione, che quella della virtu’, e della pieta’ Cristiana.