La Chiesa di Santa Maria Assunta, dedicata fino all’Ottocento alla Madonna della Neve, è la Chiesa Madre di Albano di Lucania e sorge nella piazza di Santa Maria Maggiore, nel punto più alto del borgo.
La sua costruzione risale al periodo medievale, molto probabilmente al Trecento, quando si pensa sia stata edificata in sostituzione di un preesistente edificio sacro, forse una chiesa paleocristiana, ma viene menzionata per la prima volta solo nel 1588, nella relazione conseguente alla visita pastorale del Vescovo di Tricarico (PZ), Monsignor Giovan Battista Santonio.
Nel Settecento l’edificio fu interessato da lavori di restauro e completamento, durante i quali venne eretto il campanile in pietra e furono realizzati l’altare maggiore e la balaustra, entrambi rivestiti con marmi policromi, ancora oggi visibili.
Pesantemente danneggiata dal terremoto che colpì la Basilicata nel 1857, la Chiesa subì ulteriori interventi di ricostruzione e nel 1924 fu aggiunta la facciata laterale, con l’apertura di un nuovo ingresso e la realizzazione di un portale minore in stile neoclassico, che dopo la chiusura definitiva del portale maggiore è diventato la via d’accesso principale all’edificio.
Nel corso del Novecento furono completate le finiture interne e nel 1967 fu realizzata, sulla sommità del campanile, una copertura a cuspide, dopo che quella già esistente fu danneggiata da un fulmine nel 1963. Dopo il sisma del 1980, si rese necessario intervenire per consolidare e restaurare la struttura, preservandone le decorazioni e le opere interne.
Oggi la Chiesa si presenta con due facciate: la facciata principale, rivolta ad ovest, a capanna e in stile tardo-romanico, che è rivestita da conci di pietra bianca a vista con alcuni spioventi ed è impreziosita da un portale modanato - chiuso dal 1924 - di forma ovale con arco a sesto acuto, sovrastato da un rosone centrale e da due laterali più piccoli; e la facciata laterale, in stile neoclassico, dove è situato l’ingresso utilizzato attualmente.
Gli interni dell’edificio si dispongono su tre navate divise da archi a sesto acuto, dove sono collocati dodici altari minori che custodiscono opere d’arte dal valore inestimabile, come i magnifici dipinti: potrete ammirare un quadro del Settecento che raffigura la Madonna del Rosario e Misteri, di scuola napoletana, una tavola dell’Ultima Cena, realizzata dagli allievi del maestro Teodoro D’Errico, e una preziosa tela della Madonna della neve, attribuita alla scuola di Raffaello Sanzio, che riproduce il racconto della miracolosa neve caduta ad agosto e la storia dell’edificazione della Chiesa di Santa Maria Maggiore sull’Esquilino a Roma.
In fondo alla navata centrale, sovrastata da una copertura a capriate lignee a vista, troverete un abside circolare separato dall’altare maggiore in marmo e illuminato da grandi finestre poste in alto. Molto interessanti sono anche gli oggetti liturgici, tra cui un organo ligneo del 1756, dorato e finemente intagliato, e una croce processionale del Seicento.
Accanto alla struttura potrete osservare la possente torre campanaria in pietra, a base quadrata, che custodisce sei campane e termina con la copertura piramidale realizzata negli anni Sessanta.
Curiosità
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Durante i lavori di restauro, in seguito alla stonacatura dei pilastri per riportare la pietra a vista, sono state rinvenute alcune tracce di pitture murali.
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Alla Madonna della Neve sono legate diverse leggende e prodigi. Si racconta, ad esempio, che la notte del 4 agosto, la Vergine apparve in sogno a un patrizio di Roma, chiedendogli di edificare una chiesa nel punto esatto in cui il giorno dopo avesse trovato della neve fresca. Anche il Papa fece lo stesso sogno e il mattino seguente iniziò a diffondersi la notizia di una nevicata sul colle Esquilino. Lì fu fatta edificare una chiesa dedicata alla Madonna della Neve, sulla quale fu poi costruita la Basilica di Santa Maria Maggiore dove oggi, ogni 5 agosto, è rievocato il miracolo della Madonna attraverso una nevicata di petali bianchi lasciati cadere dalla cupola. È a questa leggenda che si ispira il quadro custodito nella Chiesa Madre di Albano di Lucania.
