Chiesa della Madonna delle Grazie, costruita nel XVIII sec. su una preesistente edicola del ‘400, conserva nell’abside affreschi cinquecenteschi tra i quali una “Crocifissione”.
Nel retro della chiesa, “La Cerqua di Santa Maria delle Grazie”, circonferenza m. 5,06, altezza m. 26, chioma m. 29, età anni 300 circa. Quercia e chiesa formano un binomio indissolubile. Anzi, secondo una tradizione, la prima sarebbe stata all’origine della seconda. Si racconta, infatti, che tanto tempo fa, un contadino del luogo stesse bacchiando le ghiande con una pertica, da sopra i rami della Quercia quando, per cause ignote, cadde al suolo, senza riportare alcuna conseguenza fisica. Attribuendo la grazia alla Madonna, egli fece erigere la chiesa, nel punto stesso in cui era caduto; proprio in virtù della grazia, la chiesa prese il nome.
Il 74enne Primo Farroni, che da 70 anni abita vicino alla pianta e che per qualche tempo, forse, ne è stato anche proprietario, dice – che in occasione di una tornata elettorale, i sostenitori di un certo partito politico, che da qualche tempo navigava in tristi acque, si facessero una promessa: se si vincevano le elezioni, i primi soldi disponibili sarebbero stati spesi per il restauro della chiesa. Evidentemente la titolare dell’edificio, da lassù, mostrava simpatie per quello stesso partito; fatto sta che esso vinse le elezioni e, come promesso, la chiesa venne restaurata. Oggi essa, come pure la Quercia, è di proprietà del comune, che provvede periodicamente alla manutenzione di entrambe. Vi viene celebrata la funzione tutte le sere del mese di maggio, mese mariano, e il 30 dello stesso mese viene celebrata la festa più importante di Magliano. Il signor Farroni ci tiene a far sapere che, dopo la sua morte, parte del terreno adiacente la chiesa sul lato sud-est, quello cioè opposto alla strada di accesso, verrà donato alla chiesa stessa, affinché possa essere allargato lo spazio disponibile per i fedeli.
La chiesa, dopo essere stata per qualche decennio in stato di abbandono, venne restaurata una ventina di anni or sono.
Grido di allarme per La Quercia di Santa Maria delle Grazie nel comune di Magliano di Tenna, quella plurisecolare che sorge nei pressi dell’omonima Chiesetta e la incornicia.
“C’è una fessura sul fusto della Quercia che parte dal centro del primo palco di rami e scende giu’ per alcuni metri lungo il fusto che si è notevolmente allargata negli ultimi 3 anni e che potrebbe farla spaccare da un momento all’altro”, La denuncia è dell’esperto Valido Capodarca, che chiede un intervento urgente al Sindaco di Magliano di Tenna per scongiurare la perdita di questo albero, che sarebbe gravissima ed irrecuperabile per il patrimonio vegetale delle Marche”.
“ Le misure di questa quercia parlano da sole- continua Capodarca- ha una circonferenza del tronco di 5,05 m, una altezza di 27 metri e una ampiezza della chioma di 29 metri. L’età dovrebbe aggirarsi intorno ai 350 anni. La Chiesa deve il suo nome ad una grazia effettivamente attribuita alla Madonna. Pare che un contadino del posto, trovandosi sui rami della quercia a bacchiare le ghiande con una pertica, sarebbe caduto al suolo rimanendo incolume e , per ringraziare la Vergine della grazia ricevuta, fece costruire la Chiesa nel punto in cui era caduto”.
Valido Capodarca, classe 1945, marchigiano, è uno dei primissimi cercatori di alberi monumentali in Italia. La sua ricerca è iniziata alla fine degli anni settanta e ha scritto diversi volumi dedicati ad alberi centenari e monumentali presenti in : Toscana, Marche, Emilia Romagna, Abruzzo e Lazio. Alberi che, secondo lui, sono un patrimonio naturale e che, se valorizzato, potrebbe essere una importante attrattiva turistica.
“ Ci fu un momento, qualche decina di anni fa, che la quercia corse il rischio di di essere abbattuta perché le sue foglie cadenti ostruivano le grondaie della Chiesa, richiedendo manutenzione continua da parte degli operai comunali. Questo non accadde grazie all’azione ostativa di chi si battè per la sua salvezza - scrive Capodarca- Nel tempo, la quercia ha comunque subito il taglio di 2 grossi rami di almeno mezzo metro di diametro per fare spazio sul sagrato dietro la Chiesa, e ne porta le cicatrici”. Oggi si tratta di intervenire subito per evitare che si spacchi e che, non solo Magliano di Tenna ma tutte le Marche perdano questo storico monumento della natura.
La leggenda racconta che un contadino del posto si sia arrampicato su una frondosa quercia per bacchiare le ghiande da dare in pasto ai maiali. Purtroppo il ramo dove s’era sporto si spezzò e l’uomo cadde rovinosamente a terra riuscendo a restare comunque indenne. Attribuendo la grazia ricevuta alla Madonna decise di far costruire proprio sotto la quercia la chiesa. La quercia ha oggi circa 500 anni ed è tra le più belle e grandi delle Marche. Ha un tronco di oltre 5 metri di circonferenza per 27 metri d’altezza e 29 di chioma. La chiesa della “Madonna delle Grazie” risale al XVIII secolo ma nell’atto della realizzazione ha inglobato un’edicola votiva preesistente del XV secolo con affreschi attribuiti a Pierpalma da Fermo, una “Crocifissione” e una “Madonna che adora il Bambino” della fine del XV secolo.