La Chiesa di Santa Maria delle Grazie rappresenta la chiesa madre del piccolo borgo di Nemoli ed è dedicata alla protettrice del paese. L'edificazione della chiesa risale alla metà del 1600 e presenta una copertura a doppia falda in legno con un cassettone decorato sottostante. Accedendo all'edificio, vi ritroverete dentro un unico ambiente con dei finti pilastri laterali contornati da lesene e cornicioni settecenteschi. La muratura delle pareti è in pietra locale e l'altare è rivolto verso il popolo. La chiesa riveste un ruolo importante perché al suo interno si custodiscono un fonte battesimale ascrivibile al Cinquecento, opera del maestro di Noepoli (Francesco da Sicignano), e la statua della Madonna delle Grazie custodita dentro un'edicola lignea sovrastante l'altare maggiore. La statua policroma risale al Trecento ed è in stile bizantino. Degni di nota sono la campanella del 1373 e il rosone che spicca sulle vetrate artistiche fiorentine, raffigurante la Madonna con in braccio Gesù.
Curiosità:
- Si narra che la statua di Santa Maria delle Grazie sia stata ritrovata grazie a una visione che ebbe una contadina nel Cinquecento. La storia vuole che la contadina ebbe un'apparizione della Madonna, la quale le disse di raccontare l'evento straordinario al sacerdote e la pastorella così fece, senza esser creduta. Non molto tempo dopo la contadina ebbe un'altra visione, ma stavolta la Madonna le disse di riportare un messaggio in cui si parlava di tre oggetti nascosti. La contadina eseguì gli ordini della Madonna e questa volta venne creduta, cosicché gli abitanti si misero a cercare questi tre oggetti. Ai piedi di una ginestra si ritrovarono una campana, un'acquasantiera e la statua della Madonna, che venne immediatamente reclamata dai Rivellesi, la famiglia proprietaria di Nemoli. Il giorno dopo la statua venne ritrovata nuovamente nel paese e si pensò che fossero stati gli stessi abitanti del borgo a rubarla, ma questi - innocenti - credettero al miracolo e rispettarono la volontà della Madonna. La statua rimase nel casale, ove fu poi costruita la Chiesa e in cui fioriva una ginestra sia d'estate che d'inverno, conferma ancora una volta la presenza divina.
