Collegiata Pontificia di San Tommaso di Villanova

Santuari, Chiese e Monumenti

Collegiata Pontificia di San Tommaso di Villanova

Castel Gandolfo

CASTEL GANDOLFO (RM), Piazza della Libertà, 12

La Collegiata pontificia di San Tommaso da Villanova, progettata da Gian Lorenzo Bernini, su commissione di papa Alessandro VII, è il principale luogo di culto cattolico del borgo. Il modello utilizzato dall’artista è quello di una tipica chiesa cinquecentesca con pianta a croce greca, ma sono evide

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La Collegiata pontificia di San Tommaso da Villanova, progettata da Gian Lorenzo Bernini, su commissione di papa Alessandro VII, è il principale luogo di culto cattolico del borgo. Il modello utilizzato dall’artista è quello di una tipica chiesa cinquecentesca con pianta a croce greca, ma sono evidenti anche canoni barocchi. I lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1658 e terminarono alla sua consacrazione, nel 1661.

L’esterno della collegiata presenta un cornicione continuo che divide i fianchi e le facciate della struttura in due ordini sovrapposti, entrambi decorati con lesene tuscaniche. La facciata a capanna porge sulla piazza e in basso, al centro, si trova un portale sormontato da un timpano semicircolare.

L’interno del santuario, in stucco, presenta una pianta a croce greca, con i bracci coperti con volta a botte. La crociera è nascosta da una cupola con tamburo e lanterna, abbellita da otto tondi in stucco rappresentanti Scene della vita di San Tommaso di Villanova; i pennacchi presentano i Quattro Evangelisti. In ognuno dei due bracci del transetto trova luogo un altare in marmo: quello di sinistra dedicato alla Madonna e quello di destra dedicato a San Tommaso di Villanova. L’altare maggiore si trova nell’abside con la pala Crocifissione di Pietro da Cortona.

Ciò che fece Bernini, fu dare dinamismo all’edificio conferendogli un grande slancio verticale, che è ben visibile all’esterno della facciata, nella cupola e nella lanterna. Inoltre, sono presenti paraste che fuoriescono dall’incontro delle braccia.

L'artista, nel progettare la cupola, combinò due modelli costruttivi dell’epoca: la cupola a costoloni, propria del Brunelleschi nella cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze, e la cupola a cassettoni, riconoscibile nel Pantheon a Roma.

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