La chiesa dell'Annunziata

Santuari, Chiese e Monumenti

La chiesa dell'Annunziata

Accettura

ACCETTURA (MT), Via Roma, 75011 Accettura MT

La chiesa, in stile barocco, è stata costruita su un edificio preesistente, che risulta completamente inglobata negli antichi edifici circostanti. Di modeste dimensioni, risulta costituita da una unica navata a cui si addossa una torre campanaria, a base ottagonale, in cui ancora risuona la antica c

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La chiesa, in stile barocco, è stata costruita su un edificio preesistente, che risulta completamente inglobata negli antichi edifici circostanti. Di modeste dimensioni, risulta costituita da una unica navata a cui si addossa una torre campanaria, a base ottagonale, in cui ancora risuona la antica campana avente l'alloggiamento delle campane di forma esagonale.

È stata per secoli oggetto di grande devozione popolare che si è manifestata non solo con la presenza della Madonna, ma anche con la donazione di terreni, casette ed animali, fornendo alla chiesa quanto necessario per la celebrazione dei sacri riti ed abbellirla con arredi “dignitosi”.

Al presente, pur avendo subito vari restauri, in uno dei quali si è spostato l'ingresso da est e ovest dell’edificio, la chiesa sembra molto simile all’originale.

Spicca la presenza di due particolari maioliche decorate del XIX sec entrambe raffiguranti l’annunciazione, una, più piccola, posta sull’ingresso principale, la seconda più grande e composita posta sulla facciata esterna corredata da piastrelle che decorano l’intera chiesa.

L’interno è semplice ma ben curato, presenta un pavimento in cotto e svariate pitture murarie.

Di rilievo, una tela raffigurante l’annunciazione situata sull’altare maggiore, di autore ignoto della scuola di Pietrafesa. È una annunciazione diversa dalle altre, poiché le figure principali sono disposte alla rovescia: la Vergine è a sinistra mentre l’angelo è a destra di chi guarda. Emerge inoltre dallo sfondo di nuvole gri- gie la luce che illumina lo spirito santo e due figure delineate secondo un criterio di idealizzazione e di ricerca di una bellezza pura ed ideale: la Madonna ha un aspetto profondamente uma- no e lo sguardo sorpreso, in un realismo risultante spoglio ed essenziale.

Di notevole importanza è la statua della Madonna in trono, esposta nella chiesa dell’Annunziata già nel ‘500, come si evince dalla relazione della visita pastorale del vescovo di Tricarico Giovanni Battista Santomo circa il viaggio computo tra il 30 novembre ed il 5 dicembre 1588.

Successivamente al terremoto del 1980 la statua fu restaurata; il restauro ha portato alla luce tre diverse stratificazioni: un unicum a livello nazionale poiché, di solito, al massimo ne sono presenti due.

Le tre statue sono:

Una prima ed originale scultura lignea ascrivibile al XIII secolo, in cui sono ancora evidenti la veste decorata di colore azzurro sul busto, le braccia, le ginocchia, il drappeggio nella parte inferiore ed i piedini. La statua è senza testa e presenta bruciature, probabilmente risalenti all’incendio che nel 1272

distrusse buona parte dell’abitato, tanto che Accettura venne esentata dal pagamento delle tasse.

Un rifacimento applicato sulla scultura originaria databile intorno al XVI secolo. Si tratta di un vestito di stoffa dipinto con acquerelli ed ornato di decorazioni floreali impreziosite da inserzioni in oro, citato anche nella relazione del Mons. Santomo: «A latere epistule dicti altaris ... extat similis statua Marie Virginis coloribus ed auro ornata et in dicto altari non dum celebrantur».

L’ultima edizione, una struttura in cartapesta realizzata con fogli di carta provenienti da cronache giudiziarie del tempo nel 1900, come è testimoniato dal retro del trono che riporta la seguente iscrizione: “Ristaurata a divozione di S. Lucia di Domenica e Rocco Annella di Andrea A. D. 1900”. È attribuito a questo ultimo intervento l’inserimento del bambinello e delle corone.

Interessante notare come questa Chiesa un tempo rivestisse un ruolo fondamentale all'interno della comunità. Qui il fedele davanti alla statua della Madonna veniva sollevato dal proprio padrino o madrina per sancire il legame.

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