Le Murge, base geologica su cui si sviluppò il borgo medievale di Corleto Perticara, rappresentano per la comunità il simbolo stesso dell’origine della vita. La solidità granitica di queste rocce ha consentito nei secoli la sopravvivenza e la continuità del paese: da esse furono ricavati i blocchi con cui vennero edificati il castello feudale, la Chiesa Madre e gli antichi archi stradali.
Testimoni silenziose di epoche lontane, le Murge assistettero all’arrivo dei garibaldini che, attraverso il “Sopportico della Bandiera”, raggiunsero l’antica Piazza del Fosso (oggi Piazza Plebiscito) innalzando il vessillo tricolore. Decenni più tardi furono nuovamente coinvolte nella storia: durante la Seconda guerra mondiale, il borgo – importante crocevia logistico – subì bombardamenti che segnarono profondamente il paesaggio urbano.
Per il loro valore storico e architettonico, le Murge costituiscono oggi un patrimonio di inestimabile importanza, da valorizzare e reinterpretare in chiave contemporanea, mantenendo viva la memoria di quel materiale che ha dato forma e identità a Corleto Perticara.
Su questi antichi affioramenti rocciosi si sviluppa l’installazione artistica degli Undici Archi, veri e propri “incubatori scenici” incastonati nella pietra originaria del paese. Realizzato dal maestro artigiano Egidio Lauria e inaugurato nell’agosto del 2019, il progetto prevede una serie di sagome in legno multistrato, dipinte a mano con acrilico e tempera, che rappresentano personaggi a grandezza naturale legati alla storia e alla tradizione corletana.
Ogni arco custodisce un racconto: dal Risorgimento italiano al brigantaggio, dai fratelli Lacava a Carmine Senise, dagli antichi mestieri fino alle scene del sacro. Il percorso si ispira alla Statistica Murattiana del 1811, che descriveva Corleto come un centro rinomato per la produzione di vini, latticini, tele di lino e legname da costruzione.
Le statue evocano anche episodi di rilievo culturale, come il viaggio dell’archeologo Michele Lacava con Francois Lenormant, professore di archeologia alla Bibliothèque Nationale de France, che nel 1866 esplorarono insieme i territori lucani.
Lungo il percorso naturalistico che si snoda tra gli archi, arricchito da piante officinali e da un accompagnamento sonoro narrativo, il visitatore è invitato a compiere un viaggio nella memoria collettiva del paese.
Un luogo suggestivo, dove la pietra, la natura e l’arte si fondono per raccontare — con voce antica e moderna insieme — la storia più illustre di Corleto Perticara.
