Monumento all'Arpista di Pasquale Monaco a Viggiano

Santuari, Chiese e Monumenti

Monumento all'Arpista

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Viggiano

Corso Guglielmo Marconi, 85059 Viggiano PZ

Il Monumento all'Arpista, realizzato nel 1958 da Pasquale Monaco, rende omaggio ai musicanti viggianesi che diffusero l'arte dell'arpa nel mondo. Sorge in posizione panoramica sulla Valle dell'Agri.

Lo sapevi?

I suonatori d’arpa viggianesi avevano i loro cantori e la loro poesia...

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In omaggio alla tradizione dei musicanti girovaghi di Viggiano, il Comune ha commissionato nel 1958 l'affascinante "Monumento all'Arpista", un'opera in bronzo realizzata dal celebre scultore Pasquale Monaco.

Questo monumento rappresenta un simbolo della ricca eredità musicale del borgo, noto per la sua tradizione di arpisti itineranti che hanno portato la loro arte oltre i confini locali.

Situato nell'atrio della Scuola Elementare di Viggiano, il monumento si trova in una posizione panoramica mozzafiato, da cui si può ammirare la bellezza della valle circostante. Una tappa imperdibile per chi desidera immergersi nella storia e nelle tradizioni di questo borgo dalle profonde radici musicali.

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Curiosità sul posto

I suonatori d’arpa viggianesi avevano i loro cantori e la loro poesia...

"Ho l’arpa al collo, son viggianese; Tutta la terra è il mio paese. Come la rondine che lascia il nido, Passa cantando di lido in lido: E finché in seno mi batte il cor Dirò canzoni d’armi e d’amor. Tutta si allegra la vita mia Dei fior più belli dell’armonia, Fanciul cantando mi addormentai, Al suon dell’arpa mi risvegliai: E quando al desco mancava il pan, Tosto alle corde correa la man: Il soffio udii della tempesta Passar fremendo nella foresta; E allor che narro strane paure, Vecchie leggende, visioni oscure, Quel suon sull’arpa sento passar, Siccome il nembo passa sul mar. Gemere intesi talvolta a sera Nella vallata la capinera; E allor che canto del casto affetto, Che alle fanciulle travaglia il petto, Sull’arpa vola quel suon gentil, Come su’ gigli l’aura d’april. Udii dell’organo le gravi note, L’inno solenne del sacerdote; E quando narro l’opre di Dio, Quando favello dell’Angiol mio; Tal suon dell’arpa dirompe fuor; Qual fanno gli Angeli sull’arpe d’or. Oggi d’Italia mi ride il cielo; Doman di Russia calpesto il gelo; In ogni terra è il mio paese; Questa è la vita del viggianese, A cielo aperto dormir l’està, Scaladarsi il verno per carità. Dovunque sono donne amorose, Lieti garzoni, novelle spose, Coma la rondine che lascia il lido, Passo cantando di lido in lido: E fin che in petto mi balza il cor, Dirò canzoni d’armi e d’amor". (Pietro Paolo Parzanese, "I Canti del Viggianese", 1838)

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