Il Museo dell’Utopia è un museo scenografico e multimediale, dedicato alla storia di Campomaggiore Vecchio, conosciuto come la “Città dell’Utopia”, e al progetto utopistico della famiglia Rendina, avviato tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento e pensato dall’architetto Giovanni Patturelli, con l’intento di realizzare un particolare impianto urbanistico ispirato ai principi del socialismo utopistico espressi nel XVIII secolo da filosofi come Charles Fourier e Robert Owen.
Si tratta di un allestimento creato all’interno di un palazzo del centro storico, su 100 metri quadrati di superficie e con cinque sale, nelle quali troverete un percorso didattico ed emozionale che, attraverso tecnologie multimediali avanzate, con pannelli informativi, ologrammi e un teatro ottico dotato di installazioni visive, immagini, filmati, scenografie ed effetti speciali, racconta le vicende dell’antico borgo.
Vengono ripercorsi i diversi momenti e fasi del suo sviluppo: dall’avanguardia che lo caratterizzava agli inizi dell’Ottocento – quando costituiva uno dei primi comuni ad avere una stazione ferroviaria, un cimitero, vari frantoi, una grande fontana come lavatoio e il comando delle forze armate – fino alla terribile frana del 1885 che distrusse il villaggio e insieme ad esso il sogno di Teodoro Rendina.
Curiosità
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L'allestimento del Museo è stato curato dall’EES, l’Environmental Engineering Service srl, uno spin-off accademico che opera in ambito nazionale e internazionale nel campo dell'ingegneria ambientale.
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Nel 2017, in occasione della Giornata Mondiale della Danza, il Museo ha ospitato l’étoile Carla Fracci.
