Il Museo Etnografico della Civiltà Contadina, chiamato anche semplicemente “Casa Contadina”, si trova nel centro storico di Acerenza, in un’abitazione donata da Michele D’Andria al Comune.
Il Museo racchiude i simboli dell’universo rurale e della quotidianità della civiltà contadina, fatta di valori tradizionali, ma anche di povertà e precarie condizioni di vita.
Al suo interno sono riprodotti fedelmente due ambienti domestici, tipici delle case contadine del Novecento e abitati fino al 1985, quando uomini e animali vivevano negli stessi spazi: in una stanza è ricreata la cucina e la stalla, con un’area dedicata ai lavori agro-pastorali, e in un’altra la camera da letto e l’area dove venivano tenuti gli animali da cortile con il pollaio.
Originale è il caminetto in pietra, dove veniva acceso il fuoco per intiepidire l’ambiente e per cucinare i cibi, mentre il letto matrimoniale ad una piazza e mezza è riempito, così come da tradizione, con foglie secche di mais. Sopra al letto, potrete notare una particolare culla, detta “a vento”, che consentiva alla mamma di cullare il neonato dal letto stesso.
Nelle due sale potrete vedere una vasta esposizione di oggetti d’uso quotidiano - come gli utensili per cucinare -, di attrezzi per arare i campi e per la semina, di strumenti utilizzati dagli artigiani e una raccolta di abiti e costumi popolari e tradizionali.
Tutti gli oggetti sono stati prestati o donati al Museo e provengono interamente dal territorio di Acerenza.
Curiosità
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Un tempo, la presenza di due stanze all’interno dell’abitazione era una rarità e indicava una condizione sociale più agiata della media.
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Tra le persone che gestivano il Museo, mirando a valorizzare il patrimonio tradizionale lucano, vi era Antonio Cimino, autore del Micromuseo Contadino, un'area museale in miniatura allestita nell'Istituto Scolastico Comprensivo del borgo.


