La Necropoli di Fossa, situata nella piana alluvionale a circa 2 km dal centro abitato di Fossa, è uno dei più importanti siti archeologici del territorio aquilano e una testimonianza di rilievo nazionale della cultura delle popolazioni che abitarono l’Abruzzo in epoca preromana.
Scoperta casualmente nell’estate del 1992, durante i lavori per la realizzazione di impianti industriali, l’area è stata interessata da importanti campagne di scavo tra il 1995 e il 1999, che hanno portato alla luce una delle più monumentali necropoli dell’Italia centro-meridionale.
La necropoli fu frequentata per quasi mille anni, dal IX al I secolo a.C., e documenta l’evoluzione della comunità dei Vestini, attraverso diverse fasi storiche: dall’età del Ferro all’età orientalizzante e arcaica, fino all’età ellenistica e alla progressiva romanizzazione.
L’area archeologica indagata si estende per circa 3.500 m² e comprende circa 500 tombe di diverse tipologie, tra cui tumuli, tombe a fossa, tombe a camera, sepolture a incinerazione e sepolture infantili.
Particolarmente caratteristici sono i tumuli monumentali dell’età del Ferro, alcuni dei quali erano delimitati da corone di pietre e accompagnati da file di stele, oltre ai ricchi corredi funerari con ceramiche, armi, gioielli e oggetti provenienti anche da altre aree dell’Italia preromana e dal Mediterraneo.
Tra le testimonianze più significative emergono inoltre le tombe a camera dell’età ellenistica, i letti funebri decorati con placche d’osso e numerosi reperti che documentano i rapporti della comunità vestina con altre culture mediterranee.
La Necropoli di Fossa permette così di ripercorrere quasi un millennio di storia antica e di comprendere l’evoluzione sociale, culturale e funeraria delle popolazioni vestine fino all’integrazione nel mondo romano.
