Roccia dell'Elefante

Musei e Siti Archeologici

Roccia dell'Elefante

Castelsardo

CASTELSARDO (SS), Strada Statale 134 Km 19,300

È una delle rocce naturali più celebri della Sardegna e tra i monumenti più fotografati dell’isola. La Roccia dell’Elefante si trova in Località Multeddu , a circa 4 km da Castelsardo, lungo la strada statale 134 verso Sedini, facilmente raggiungibile in auto. Il grande masso di trachite e andesite

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È una delle rocce naturali più celebri della Sardegna e tra i monumenti più fotografati dell’isola. La Roccia dell’Elefante si trova in Località Multeddu, a circa 4 km da Castelsardo, lungo la strada statale 134 verso Sedini, facilmente raggiungibile in auto.

Il grande masso di trachite e andesite, alto quasi 4 metri, in origine apparteneva al monte Castellazzu. Distaccatosi e rotolato a valle, è stato lentamente scolpito dal vento e dagli agenti atmosferici fino ad assumere la forma inconfondibile di un elefante seduto dal colore ruggine.

Un elefante… con tombe preistoriche

Oltre al fascino naturalistico, la Roccia dell’Elefante custodisce al suo interno due domus de janas (tombe scavate nella roccia), risalenti al Neolitico finale (3200-2800 a.C.). Esse sono collocate su due livelli diversi e sono state realizzate in momenti diversi, dapprima quella superiore e successivamente quella inferiore.

  • La tomba superiore, oggi danneggiata e priva di padiglione coperto, presentava originariamente tre vani.

  • La tomba inferiore, ancora ben conservata, comprende quattro ambienti e decorazioni di grande interesse archeologico. Tra queste, spiccano due protomi bovine scolpite in rilievo (elemento decorativo tipico delle domus de janas) con le caratteristiche corna a mezzaluna, simbolo rituale tipico della Sardegna prenuragica, scolpite sulla parete di una cella con uno stile artistico evoluto riconducibile alla prima metà del III millennio a.C.

Dal 2025 la Roccia dell’Elefante, insieme ad altre 16 necropoli prenuragiche, è stata riconosciuta Patrimonio UNESCO.

Curiosità

  • Lo studioso Edoardo Benetti, che i primi del Novecento associò per primo la roccia ad un pachiderma - roccia fino ad allora chiamata "Sa Pedra Pertunta" (in dialetto: la pietra traforata) - dichiarò: Chi da Castelsardo percorre la via Nazionale che conduce a Sedini, d'un tratto si trova di fronte ad uno strano spettacolo. Un gigantesco elefante, tre volte più alto degli enormi mamhut preistorici, par che esca dalla giungla e s'incammini verso la montagna.

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