La Chiesa della Madonna, conosciuta anche come Chiesa di Santa Maria delle Grazie, sorge nella frazione di Capodigiano, a circa due chilometri dal centro abitato di Muro Lucano, nel luogo dove un tempo, secondo la tradizione, si trovava un tempio dedicato al dio Giano.
Le sue origini risalgono al periodo compreso tra il XII e il XIII secolo, quando venne costruita in stile romanico, probabilmente sulle fondamenta di una piccola chiesa rurale, da maestranze lucane, nella persona del celebre lapicida locale, noto come Sarolo, così come attestato da una lapide.
Nacque come uno dei tanti possedimenti della Badia di Pierno, legata alla Congregazione Verginiana del Monastero del Santissimo Salvatore del Goleto. Nel 1919, il Vescovo Giuseppe Scarlata, in seguito all’aumento del numero di abitanti di Capodigiano e considerata la distanza dal centro di Muro Lucano, elevò la Chiesa al rango di parrocchia, distaccandola dalla Chiesa Madre di San Nicola e Camera e intitolandola a Santa Maria delle Grazie.
Dopo i primi lavori di restauro avviati nell’Ottocento, nel 1938 fu completato l’annesso campanile a vela e nel 1947, il Cardinale Alessio Ascalesi, Arcivescovo di Napoli e Vescovo di Muro, vista la crescente devozione per la Madonna, decise di dedicarla alla Vergine di Capodigiano.
A causa dei danni provocati dal sisma del 1980, la struttura fu interessata da lavori di rifacimento che durarono ben 12 anni, riaprendo al culto solo nel 1992, quando il Vescovo Giuseppe Vairo, per premiare la nuova veste assunta dall’edificio, conferì alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Capodigiano il titolo di Santuario diocesano.
Esternamente, la Chiesa presenta una facciata molto semplice, impreziosita solo da un portale in pietra ad arco e nella parte superiore da un oculo, per finire col campanile. Sul lato destro troverete un altro portale anch’esso in pietra. Gli ingressi sono abbelliti da leoni in pietra e da un'ara funeraria circolare, risalenti all’età imperiale romana, con portoni istoriati in bronzo della fine del Novecento.
All'interno dell’edificio, a tre navate, potrete ammirare diverse opere d’arte, tra cui i frammenti di affreschi policromi duecenteschi, dipinti sui pilastri della navata e riportati alla luce dai lavori conseguenti al sisma del 1980, che ritraggono diversi soggetti, tra cui un Angelo e una Madonna in trono tra due Santi.
Volgendo lo sguardo verso l’abside, dove è collocata una finestra ad arco, potrete vedere in una nicchia la preziosa statua in legno, intagliata, dipinta e stuccata, della Madonna col Bambino del XIV-XV secolo, mentre sul presbiterio, rialzato di tre gradini, si trova la mensa in pietra con alla destra un fonte battesimale anch’esso in pietra.
Il Santuario della Madonna di Capodigiano ha un particolare significato perché qui vi si recava San Gerardo Maiella da bambino per pregare la statua della Madonna col Bambino. Sulla parete laterale della navata sinistra potrete osservare una tela del 1943 dell’artista viennese Louis Monser che ritrae una scena miracolosa che accadeva ogni volta che San Gerardo contemplava la statua: il Bambino sceso dalle braccia della Madre che si intrattiene e dona a San Gerardo un panino bianco, simbolo dell’Eucarestia.
Curiosità
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San Gerardo Maiella, nato a Muro Lucano, dedicò interamente la propria vita a Dio, prodigandosi per diffondere la Sua parola e per aiutare i più bisognosi, e oggi è il protettore del borgo e della Basilicata, oltre che di gestanti, mamme e fanciulli. Appartenente alla Congregazione del Santissimo Redentore, fu beatificato da Papa Leone XIII nel 1893 e canonizzato da Papa Pio X nel 1904.
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La frazione di Capodigiano pare debba il suo nome a quello del personaggio latino Capitinius oppure deriva dall’unione tra “capri” e il suffisso “–ano”, nel significato “di terra di capri”.
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Mastro Sarolo da Muro fu un celebre architetto e artigiano della pietra, caposcuola di una florida schiera di scalpellini e costruttori, che realizzò diverse opere nella regione, tutte in stile romanico.
