Villa Medicea fu costruita, in posizione dominante sul borgo, dalla famiglia aristocratica fiorentina de I Medici nel XVI secolo, sulle antiche rovine di una torre risalente alla seconda metà dell’anno 1000 e di un castello medievale del 1200.
In passato la villa svolgeva la duplice funzione di residenza e controllo della produzione agricola, facendo parte di un complesso formato dalla villa, appunto, la chiesa, il giardino, l’orto e le scuderie.
Nel XVII secolo venne ampliata per opera dell’amministratore della fattoria medicea di Cascine e ceduta in affitto a Giovanni Mattia Berti. Egli acquistò la villa nel 1707 e la rinominò “Palazzo dei Berti”.
Nel 1776 fu venduta a Santi Banti che fece affrescare l’interno del palazzo al pittore fiorentino Pietro Giarrè, con temi classici e un’architettura illusionistica; divenne così “Villa Delizia” e assunse l’aspetto e la funzione di un Palazzo cittadino.
Fu poi acquisita dalla famiglia Danielli e, infine, dagli Spigai, attuali proprietari.
L’edificio si eleva su quattro piani costituiti dalle cantine, piano terra, primo piano e soffitte, queste ultime un tempo utilizzate per l’essiccazione di cereali e frutti. Il primo piano è quello nobile che, così come il piano terra, si articola intorno al salone centrale sul quale si aprono le numerose stanze riccamente decorate e affrescate.
Esternamente presenta una facciata asimmetrica con lo stemma al centro e un piccolo terrazzo in stile tradizionale fiorentino. Nel prospetto ovest ha luogo un grande giardino che si estende su tre terrazzamenti ai livelli dei primi tre piani del palazzo ed è ornato da statue, fontane e aiuole.
È possibile visitare la villa solo su appuntamento.
Curiosità
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La villa è in custodia delle Belle Arti e fa parte dell’Associazione Dimore storiche Italiane.
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All’interno dell’edificio sono state girate alcune scene del film “Io e Napoleone”, diretto da Paolo Virzì nel 2000.
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In passato era presente un passaggio segreto in una grotta naturale nei pressi della villa, attualmente non più accessibile, che fungeva da nascondiglio e consentiva la fuga in caso di pericolo.


