Corleto Monforte

Campania
Corleto Monforte(SA)
IL BORGO DEI BOSCHI!
Campania
Corleto Monforte(SA)
IL BORGO DEI BOSCHI!
Sulle origini di Corleto Monforte sono state formulate varie ipotesi, la più attendibile delle quali, certificata, è quella che attesta che il borgo abbia un'origine lucana. Il popolo in questione, infatti, dopo aver conquistato altri territori come Roscigno (chiamata storicamente "Montepruno") e Sant'Angelo a Fasanella ("Phasis"), diedero vita proprio a Corleto Monforte per dominare più facilmente tutti i popoli occupati.
L'antico nome del borgo era "Corleytum", che secondo alcuni studiosi significa "luogo dove abbandonano i noccioli", mentre secondo altri sta per "cuore lieto", con riferimento al carattere gioviale dei Corletani, come testimonierebbe anche il fatto che Corleto ha per emblema il cuore.
Grazie ai numerosi feudatari, sono state edificate le numerosi fortificazioni e torri che hanno consentito al borgo di resistere ai numerosi assedi, tra i quali quello delle truppe sveve dell'imperatore Federico II nel 1246, durante la rivolta dei baroni, che vide la devastazione totale di tutti i territori di coloro che avevano partecipato alla congiura, tranne Corleto Monforte. In particolare, dopo 20 giorni di assedio i Corletani, per dimostrare all'avversario la propria resistenza, anziché ribellarsi lanciando pietre ed altre armi, lanciarono formaggio.
Il borgo faceva parte del circondario di Sant'Angelo a Fasanella, appartenente al distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie dal 1811 al 1860. Difatti la cittadina al tempo si chiamava "Corleto a Fasanella".
Poco dopo la seconda metà del XIX secolo venne invece utilizzata un'altra denominazione, "Monforte", forse proprio per la capacità del borgo di resistere alle austerità nemiche, grazie anche alla propria locazione geografica letteralmente in mezzo a due alture.
Corleto Monforte è uno dei borghi più piccoli della Campania.
L'unica frazione di Corleto Monforte si chiama Carnale, ed è costituita da case sparse e cascinali.
In origine il borgo si chiamava "Corleytum", che alcuni studiosi ritengono significhi "luogo dove abbandonano i noccioli", mentre altri sostengono stia per "cuore lieto", con riferimento al carattere gioviale dei Corletani, come testimonierebbe anche l'eblema di Corleto: il cuore.
Il nome "Monforte" è stato aggiunto più tardi, poco dopo la seconda metà del XIX secolo, probabilmente per la capacità dei Corletani di resistere alle austerità nemiche, come durante l'assedio delle truppe sveve dell'imperatore Federico II nel 1246, quando gli abitanti, per dare prova della propria resistenza, si ribellarono lanciando formaggio anziché pietre e munizioni.
La produzione più prestigiosa del borgo è quella dei formaggi, legata ad antiche tradizioni, tra i quali degno di assaggio è il Caciocavallo podolico.
La statua di San Giovanni Battista, custodita presso l'omonima Chiesa del Cinquecento, fu acquistata a Napoli nel 1719 e portata a Corleto con un mulo.
Nei pressi dell'antichissima Chiesa di San Teodoro, vi è un belvedere mozzafiato sull'intera Valle del Calore.
Il borgo si trova sulla strada che passa per le magnifiche Grotte di Castelcivita, conosciute come "Grotte di Spartaco", un complesso di cavità carsiche situate nell'omonimo comune, particolarmente ricche di stalattiti e stalagmiti dalle molteplici forme.