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Parrocchia di Sant'Onofrio Eremita (Chiesa Madre) a Casalvecchio Siculo

Santuari, Chiese e Monumenti
Preferito
Parrocchia di Sant'Onofrio Eremita (Chiesa Madre)
Indirizzo
CASALVECCHIO SICULO (ME)
Via S.Onofrio
IndicazioniIndicazioni
Descrizione
La Chiesa Madre ad un’unica navata, dedicata a Sant’Onofrio Anacoreta, patrono del paese, presenta uno stile barocco risalente al XVII secolo. È Chiesa Madre sin dal 1522, avendo avuto come succursali le altre chiese minori di San Nicolò, di San Teodoro Martire e della SS. Annunziata.

Non si conosce precisamente quali e quante modificazioni abbia subito nel corso dei secoli, ma si sa per certo che fu ricostruita dopo una frana che la squarciò in due e posta trasversalmente rispetto ad un’altra chiesa già esistente con la facciata centrale, inizialmente rivolta a ovest verso la montagna, rivolta a sud verso lo Ionio. A causa dei danni provocati dal terremoto di Messina del 1908, la Chiesa fu ricostruita nel 1934 dietro ordine dell'Arcivescovo di Messina Monsignore Angelo Paino. 

Al suo interno, tra preziosi fregi, tele, paramenti sacri, disegni, affreschi e altre opere d’arte in stile barocco, potrete camminare su una pavimentazione risalente al XVII secolo, formata da un mosaico di pietra di Taormina e marmi locali di vario colore e provenienza, mentre volgendo lo sguardo in alto potrete apprezzare un pregiato soffitto ligneo a cassettoni, che racchiudono piccole rose dorate, con mensole a cariatidi, risalente alla fine del Seicento e ricostruito in seguito al crollo causato dal terremoto del 1908.

Inoltre, sulle vetrate in alto potrete ammirare delle splendide pitture realizzate tra il 1943 e il 1945 su iniziativa dell’arciprete Monsignore Mario D’Amico e di Tore Calabrò (lo scultore della Statua in bronzo della Madonnina del Porto di Messina) che riproducono i momenti di tutta la vita di Sant’Onofrio che da re di Persia rinunciò al suo potere e si ritirò per 70 anni nel silenzio e nella solitudine del deserto, dedicandosi al Vangelo e alla ricerca di Dio.  

Entrando nella Chiesa, di fronte a voi troverete l’altare maggiore in stile barocco, con un tabernacolo in argento e realizzato in marmo pregiato con colonnine tortili, così come in marmo sono i sei altari laterali dedicati a San Sebastiano, San Michele, al Crocifisso, alla Madonna del Carmelo, alla Sacra Famiglia e all’adorazione dei Magi, tutti risalenti al Seicento e al Settecento. Sono presenti anche un trono, ideato dal Calabrò su commissione di Monsignor D’Amico, che ospita il cinquecentesco mezzobusto in legno di Sant’Onofrio, opera di un artigiano locale; un’acquasantiera, posizionata su un capitello riccamente decorato in stile bizantino; una pietra tombale con iscrizione latina risalente ai primi del ‘700; e una fonte battesimale del ‘600 di forma ottagonale e in pietra locale. 

Potrete ammirare anche una statua di Sant’Onofrio in parte sbalzata e in parte fusa, cesellata in argento, realizzata nel 1745 dall’artista messinese Giuseppe Aricò che ricevette l’incarico direttamente dal popolo casalvetino che finanziò interamente la costruzione dell’opera come voto e ringraziamento al Santo che aveva protetto il borgo dal dilagare della peste bubbonica. 

Curiosità

  • Il culto di Sant’Onofrio è molto antico: al Santo fa riferimento già nel 1116 Ruggero II all’interno del "Diploma di Donazione" di beni e di terre ai monaci basiliani dei SS. Pietro e Paolo.

  • Due delle mensole a cariatidi del soffitto, quelle sul lato nord-est, presentano la particolarità di avere metà busto umano e metà caprino

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