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Monteodorisio (CH)

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Foto Monteodorisio (CH)
BENVENUTO A MONTEODORISIO, UN'ANTICA PICCOLA CAPITALE DI CONTEA!

Monteodorisio è un borgo abruzzese di circa 2.450 abitanti, che sorge su una collina a 316 m sul livello del mare, in posizione panoramica sulla vallata del fiume Sinello. 

Passeggiando tra le intricate viuzze del centro storico del borgo, si respira ancora il suo antico passato da piccola capitale di contea ... . La sua interessante urbanistica medioevale lo connota come uno dei borghi abruzzesi più importanti dal punto di vista storico-artistico. Alle testimonianze medioevali, si affiancano poche ma significative memorie del periodo romano e del popolo italico dei Frentani, che qui si insediò al tempo. I resti della cinta muraria sono sicuramente l'elemento più suggestivo da ammirare. Da qui in passato si aprivano 4 porte: Porta Castello, Porta Cupello, Porta San Francesco e Porta Carbonara. Quest'ultima, oggi scomparsa, era così chiamata perché si presume si trovasse presso dei magazzini per il carbone. 

In posizione strategica ma decentrata rispetto al centro abitato, sorge lo splendido Castello di Monteodorisio, una delle strutture fortificate più importanti della Regione. Edificato intorno all'anno Mille, probabilmente dai Normanni, domina l'intera vallata del fiume Sinello. Appartenne nel 1200 ad Odorisio dei Conti dei Marsi, da cui prende il nome il borgo, e fu ampliato e fortificato nel Cinquecento, sotto il dominio della famiglia vastese D'Avalos, che voleva che divenisse una residenza gentilizia, pur mantenendo i sotterranei medioevali adibiti a prigioni. Della sua struttura originaria, a pianta rettangolare, oggi restano due lati e 3 delle 4 torri circolari, delle quali quella che si è mantenuta meglio è la torre ovest, con eleganti merlature ricostruite all'inizio dell'Ottocento. Nel castello soggiornarono ospiti illustri quali la regina di Napoli Giovanna I, e il poeta Torquato Tasso, uno dei maggiori poeti italiani del Cinquecento. 

Ogni anno, la prima domenica di settembre, si celebra la rinomata Festa della Madonna delle Grazie, che vede numerosi pellegrini accorrere nel borgo e recarsi al bellissimo Santuario, per bere l'acqua miracolosa dal pozzo della Madonna. Il Santuario della Madonna delle Grazie, infatti, sembrerebbe essere sorto nel luogo in cui fu scoperta una sorgente d'acqua miracolosa, che nel 1886 guarì una bambina affetta da un grave morbo. Da allora, è impressionante il numero di testimonianze dei miracoli della Madonna. 

Il borgo di Monteodorisio è questo e molto altro ancora...

Curiosità

  • Presso il borgo, sono stati ritrovati i resti di una villa romana, segno della colonizzazione del territorio.

  • Sotto il dominio di Carlo I d'Angiò, Monteodorisio e altri borghi abruzzesi furono dati in feudo a Sordello da Goito, il poeta incontrato da Dante Alighieri nel Purgatorio.

  • Si suppone che nel 1100 arrivarono a Monteodorisio i Templari, che molto probabilmente avevano qui una piccola chiesa gestita dai Cavalieri dell'Ordine di Malta.

  • Il borgo è stato oggetto di due controverse demolizioni. Una ha interessato una parte del castello, che ha perso uno dei quattro torrioni angolari per dare spazio alla costruzione del Palazzo comunale; l'altra è avvenuta nel 1964, ed ha riguardato la sconsacrata chiesa di San Francesco, in stato di abbandono dalla fine dell'800 e usata come pollaio.

  • In località Le Scosse si possono ammirare i resti del tracciato di un antico tratturo.



Cenni Storici
L'etimologia del nome Monteodorisio proviene da "Mons" - che significa "monte" - e "Odorisius" - ovvero "Odorisio". Pur essendo una collina, ha un'altitudine di 316 m, a ridosso della Valle del Sinello, da cui deriva la parola "monte"; la seconda parte del nome, "Odorisio", deriva dal Conte dei Marsi Odorisio Caracciolo, che ne ebbe il possesso su concessione del Conte di Chieti.

Il primo nucleo del borgo di Monteodorisio ha origini molto antiche, e risale ai Romani, quando era già un florido centro, prima di diventare una potente contea nel Medioevo.

Le prime testimonianze scritte della contea di Monteodorisio risalgono all'anno Mille. Al tempo, il Conte dei Marsi Odorisio, unificò al borgo altri feudi dell'alto Vastese, estendendo i suoi domini fino alla costa adriatica frentana della Marsica. 

Forte di un esercito di diecimila combattenti, vantava al tempo 3 conventi, 5 chiese, 2 villaggi fuori le mura (Villa Marrone e Villa San Pietro ad Aram) e 1 convento (Convento di San Bernardino).

Agli ordini monastici subentrò successivamente il potere angioino. Carlo d'Angiò cedette la contea a Sordello da Goito, il poeta mantovano incontrato da Dante Alighieri nella Divina Commedia (canto VI del Purgatorio).

Si presume che nel 1100 arrivarono anche i Templari che molto probabilmente avevano qui una piccola chiesa gestita dai Cavalieri dell'Ordine di Malta, che avevano la loro sede a Vasto.

Durante il Basso Medioevo, tra il 1300 e il 1400, la posizione strategica di dominio della contea, gli conferì sempre più prestigio. Ad impadronirsene furono personaggi illustri e condottieri che hanno fatto la storia del Mezzogiorno, legati ai sovrani del regno di Napoli. Tra questi, i Caldora prima e i D'Avalos poi, fortificarono e ampliarono il Castello.

L'ultimo bagliore della grandezza di Monteodorisio è testimoniato dall'incontro tra Fabrizio Colonna, il gran connestabile del Regno di Napoli, e Don Cesare Michelangelo D'Avalos, marchese del Vasto; l'incontro avvenne nel 1723, nel Monastero di San Bernardino.

Nell'Ottocento, Monteodorisio e i territori circostanti furono interessati dal fenomeno del brigantaggio. A quel tempo, il generale Carlo Antonio Manhes fece condannare a morte ben 125 briganti e ne fece incarcerare 166. A Monteodorisio, fu fatto sfilare il cadavere del brigante Saverio Pomponio di Vasto.

Nel 1836 il borgo fu colpito da una grave epidemia di colera.

Oggi Monteodorisio è un modesto comune abruzzese, i cui abitanti lavorano nei campi o presso le vicine industrie di San Salvo.

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Monteodorisio informa:
  

Portale turistico di Monteodorisio, gestito dal Comune in collaborazione con la Pro Loco.

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