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Nemi (RM)

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Foto Nemi (RM)
BENVENUTO A NEMI, IL BORGO DELLE FRAGOLE E DEI FIORI!

Nemi è un borgo del Lazio di circa 1.926 abitanti, che sorge quasi al centro dell'area dei Colli Albani, in un territorio che abbraccia l'intero cratere del Lago di Nemi. E' interamente incluso nel Parco Regionale dei Castelli Romani ... .

Nemi vanta un grazioso centro storico medioevale, che si sviluppa ai piedi del Monte Calidrone (612 m) ed è ricco di caratteristiche botteghe artigiane dove acquistare prodotti tipici o souvenir fatti a mano nonché di trattorie presso le quali degustare i piatti tipici del borgo come "la coratella" (l'intestino) dell'abbacchio con le fave, la minestra di "gialloni" (fagioli borlotti) con la santoreggia e il baccalà in guazzetto, per citarne alcuni. Passeggiando lungo la strada lastricata di sampietrini, tra i vari palazzi medioevali e rinascimentali, incontrerete la Chiesa di Santa Maria del Pozzo, risalente al Seicento e ritenuta una delle più belle dei Castelli Romani. Giunti alla cima del Monte, nel punto più alto del borgo, potrete godere di un bel panorama sull'Agro Pontino che, nelle giornate più limpide, si estende fino al Circeo. 

Il centro storico del borgo si affaccia sul pittoresco Lago di Nemi, un piccolo lago vulcanico quasi interamente balneabile, un tempo luogo di villeggiatura degli antichi romani. Nei suoi pressi vi erano a quel tempo il Bosco e il Tempio di Diana, dedicati alla dea da cui "Nemi" prende il nome (Nemus Dianae: Bosco di Diana). Attorno al Lago aleggiano misteriose leggende, tra le quali la celebre Leggenda delle due Navi, ritrovate sepolte sul suo fondo e recuperate con un'operazione mastodontica tra 1927 e 1932, dopo numerosi vani tentativi a partire dal 1400. Le imponenti e sfarzose navi - custodite presso il Museo delle Navi Romane di Nemi prima dell'incendio doloso del 1944 - furono commissionate dall'imperatore romano Caligola che le utilizzava come residenze galleggianti per il ricevimento degli ospiti, o per le battaglie navali simulate. Dopo la sua morte nel 41 d.C., il Senato di Roma - da sempre in feroce contrasto con lui - per cancellarne il ricordo ordinò la distruzione di tutte le sue opere, tra cui le navi che però furono misteriosamente sepolte. 

Nemi gode di un'elevata qualità della vita grazie ad un microclima particolare, che ha consentito al borgo di ottenere i finanziamenti europei del progetto "Charmed" nel 2017, ed attuare una serie di eventi atti a promuovere il turismo sostenibile della salute. Durante tutto l'anno, i visitatori potranno godere del giardino del relax creato sulle sponde del Lago e pensato per il benessere psicofisico, nonché entrare in diretto contatto con la natura attraverso percorsi di trekking e passeggiate nei boschi del borgo. A Nemi si organizzano inoltre i cosiddetti weekend del benessere, con laboratori olistici come massaggi, riflessologia plantare, yoga, oltre a vare conferenze tematiche. Dal 2018, col progetto Cancer, è stata creata anche un'oasi del benessere dedicata al recupero dei pazienti con traumi post-operatori e alle attività di convalescenza per malati oncologici.

Il borgo di Nemi è questo e molto altro ancora...

Curiosità

  • Nemi è il secondo comune più piccolo dei Castelli Romani.

  • E' attraversata dalla Via Francigena del Sud, un tempo percorsa dai pellegrini che lasciavano Roma e si dirigevano verso i porti della Puglia alla volta della Terrasanta. 

  • Ha ottenuto il riconoscimento di "Bandiera arancione" del Touring Club Italiano grazie all'ottima qualità dell'accoglienza del turista. 

  • Il Lago di Nemi appartiene al cosiddetto complesso del Vulcano Laziale, un territorio soggetto all'attività eruttiva del Vulcano Laziale appunto, tra i 600.000 e i 20.000 anni fa circa. Il suolo è formato in gran parte da materiale vulcanico, ed è ricco di minerali caratteristici come il peperino ed il tufo.

  • E' l'unico lago italiano ad ospitare nelle sue acque la specie sudamericana del pesce re o opah, introdotta per sostenere la pesca: il pesce è totalmente privo di denti.

  • A picco sul Lago c'è la romantica Terrazza degli Innamorati, dove scattare una foto ricordo.

  • Il regista Massimo My ha girato un documentario dal titolo "Nemi: il mistero sommerso del lago", che racconta l'enigma delle navi romane di Nemi, il cui recupero richiese un abbassamento del livello del Lago rimasto da allora più basso rispetto a quello originario.

  • Grazie ai finanziamenti europei del progetto "Charmed" - ottenuti dal borgo grazie alla qualità della vita, alla longevità e al microclima particolare - è stato possibile avviare il microbirrificio Hunters' brewing che produce, in collaborazione con il Birrificio Sabino di Poggio Mirteto, due varietà di birra i cui nomi sono legati al territorio di Nemi: Nemeton e Holy Grove.

Apparizioni cinematografiche

  • Nel borgo di Nemi è stato girato un episodio del film Questa è la vita (1954) intitolato "La patente", con la partecipazione del grande Totò. L'episodio è tratto dall'omonima novella di Luigi Pirandello ed è stato girato dal regista e sceneggiatore Luigi Zampa. 



Cenni Storici
L'etimologia del toponimo di Nemi sarebbe legata al termine latino nemus, che significa "bosco".

Il territorio nemese apparteneva originariamente ad Aricia, ed ospitava il celebre Santuario di Diana Aricina o Nemorense, specchiato sul Lago. Frequentato fin dagli inizi del V secolo, in età romana il tempio di Diana veniva utilizzato come santuario federale dove avvenivano le alleanze.

Intorno al IX secolo la potente famiglia dei Conti di Tuscolo si impossessò del territorio di Nemi e vi edificò il Castello, fortificandolo al punto tale da attirare attorno a sè la popolazione di contadini e pescatori che viveva nella valle del lago, dando origine alla zona più antica di Nemi oggi nota come "Pullarella".

Il possesso del Castello passò nel 1090 ai Frangipane; nel 1153 ai monaci cistercensi dell'abbazia delle Tre Fontane sulla via Laurentina, per volere di papa Anastasio IV; agli Orsini per volere dell'antipapa Clemente VII durante lo Scisma d'Occidente (1378-1417); agli Annibaldi nel 1400; ai Colonna nel 1428; al cardinale Guillaume d'Estouteville; ai Borgia; poi di nuovo ai Colonna. Verso la metà del Cinquecento, i passaggi di proprietà divennero ancora più intesi: nel 1550 dai Colonna il feudo passò a Giuliano Cesarini, che a sua volta nel 1559 lo vendette nuovamente a Marcantonio II Colonna che un anno dopo lo vendette a Silverio de Silveriis Piccolomini. Nel 1566 divenne di proprietà di Francesco Cenci e dal 1572 passò ai Frangipane, il cui ultimo esponente nel 1781 lo vendette a Luigi Braschi Onesti, nipote di papa Pio VI.

Durante il fascismo, il Partito Popolare Italiano di Nemi contrastò il fascio locale che non decollò, soprattutto a causa delle divisioni interne tra i fascisti nemesi stessi, provenienti da diversi partiti.

La seconda guerra mondiale colpì Nemi marginalmente; l'unico episodio rimasto nella memoria - attribuito all'esercito tedesco in ritirata - fu con l'incendio doloso al Museo delle Navi Romane nel 1944, che distrusse completamente i resti delle due navi.

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