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Roccavione (CN)

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Foto Roccavione (CN)
BENVENUTO A ROCCAVIONE, IL BORGO DELLA LEGGENDARIA ERESIA CATARA E DELLE VILLE LIBERTY!

Roccavione è un borgo piemontese della provincia di Cuneo, che conta circa 2.665 abitanti. Sorge tra le valli dei torrenti Gesso e Vermenagna, situate fra i promontori transfrontalieri italiani e francesi delle Alpi Marittime ... .

Il borgo, circondato da fitti boschi di castagni dal sottobosco ricco di funghi e di frutti, si sviluppa a ridosso della cosiddetta Rocca di San Sudario, suggestiva propaggine terminale della catena montuosa che separa la Val Gesso dalla Vermenagna e che, tagliata a picco per un’altezza di circa 100 metri, domina Roccavione con tutta la sua imponenza.

Il centro storico si sviluppa proprio ai piedi della rocca e si caratterizza per la singolare presenza di sette meridiane apposte sulle abitazioni private, eccetto una posta sul campanile parrocchiale; la più antica, risalente al 1798 e restaurata nel 1993, reca una profonda riflessione poetica sul tempo che “fugge”Incamminandovi tra i vicoli del borgo, nei pressi del Municipio, vi imbatterete nella Chiesa della Confraternita di Santa Croce, in stile barocco cuneese, risalente alla metà del Settecento; la bellissima facciata, di forma leggermente concava, è interamente composta da mattoni in terracotta. A pochi metri di distanza incontrerete la Chiesa Parrocchiale Visitazione di Maria Vergine, anch’essa in stile barocco negli interni, ma con una facciata neo-rinascimentale, al cui interno custodisce una prestigiosa pala sull’altare maggiore, raffigurante la Visitazione e documentata dal 1670. Numerose sono anche le cappelle votive disseminate tra l’abitato e le vecchie borgate di Roccavione, costruite fra l’inizio del XVII secolo e la metà del XIX: vale la pena dare un’occhiata alle cappelle di San Rocco e San Biagio, dell’Assunta e alla cappella di San Giacomo. Nella piazza principale del paese campeggia un grande - seppur giovane - olmo, a ricordo di un medesimo albero risalente al periodo della Rivoluzione Francese. 

Fra gli edifici urbani di rilievo storico e artistico, potrete ammirare ben quattordici Ville in Stile Liberty ed Eclettico, fatte realizzare tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento da alcune nobili famiglie, che scelsero Roccavione come residenza estiva per il clima mite e per il suo paesaggio naturalistico suggestivo. L’estetica di queste ville è inconfondibile: elementi quali grandi vetrate, facciate dai colori vivaci, cancellate in ferro battuto, torrette belvedere e decorazioni floreali conferiscono a queste abitazioni un aspetto sgargiante e retrò. Spiccano Villa Erina, una delle più belle ville eclettiche del Piemonte, e Villa Rosalia, di notevole importanza strategica durante il secondo conflitto mondiale.

Ogni anno, la seconda domenica di ottobre, si svolge la tradizionale Sagra del Marrone, la più antica sagra della castagna del Piemonte. Ai preparativi, che cominciano al mattino con la cottura dei "Mundaj" (castagne),  segue l'apertura degli stand tra la piazza principale e il centro storico del borgo, dedicati ai prodotti tipici dell'artigianato e dell'enogastronomia locale. Nel pomeriggio avviene la degustazione di vari piatti a base di castagne, rigorosamente accompagnati dal vino locale, in un'atmosfera allegra allietata dalle danze tradizionali della Vermenagna.

Il borgo di Roccavione è questo e molto altro ancora...

Curiosità

  • Nel territorio di Roccavione si trovano due splendidi esemplari di sequoie censite tra gli alberi monumentali italiani, delle quali una presenta una circonferenza di ben 10,5 metri e l'altra, dal diametro leggermente inferiore, raggiunge quasi 50 metri di altezza.

  • A Roccavione, nei secoli passati, si sviluppò una prestigiosa tradizione legata all'arte organaria. Laddove la Val Vermenagna si poneva, in generale, quale luogo transfrontaliero di incontro tra diverse scuole organarie europee - tedesche, francesi, italiane, ecc. -, a Roccavione operarono maestri organari itineranti che costruirono, in tempi diversi, due organi che all'epoca simboleggiavano addirittura il prestigio economico e sociale di un paese. Si tratta dell'organo situato nell’ex confraternita di S. Croce, costruito dall'organario Giuseppe Calandra della scuola torinese nel 1714, e dell'organo della Parrocchia Visitazione di Maria Vergine risalente al 1902, di Francesco Vittini. Dal 2002 il comune di Roccavione, insieme ad altri comuni della Val Vermenagna, patrocina il festival internazionale: "Organi storici - La route royale Des Orgues, un patrimonio da ascoltare."

  • A Roccavione, presso l'altura del Bec Berciassa, vi è una profonda spaccatura nella roccia che gli abitanti del posto chiamano Garb d’la reina Jana - buco della regina Giovanna - e che è legato alla figura storica della Regina di Napoli Giovanna d'Angiò. Correva l'anno 1378, la regina era in viaggio verso la Provenza e l'abate di Pedona le aveva ordinato di effettuare una sosta per fare penitenza. Secondo una leggenda intrisa delle superstizioni dell'epoca per cui la regina fosse una sorta di personificazione del male demoniaco, quando Giovanna scelse il Bec Berciassa come luogo di ristoro, una terribile pestilenza si abbattè sulla Val Vermenagna. Gli abitanti del posto considerarono l'epidemia come un castigo divino dovuto alla sosta della regina peccatrice, per cui la supplicarono di lasciare la valle. La regina accettò di andarsene, ma in cambio volle un paio di scarpe e fu allora, quando estrasse i piedi dalla spaccatura, che fu scoperto il suo terribile segreto: la regina era una strega con le zampe di gallina.

  • Il borgo di Roccavione è passato alla storia come "Nidus Haereticorum", in quanto pare che nel XIII secolo, periodo della diffusione delle eresie cristiane, fosse una sorta di zona franca ideale come luogo di passaggio e di rifugio di quanti, convertitisi alle eresie catare e valdesi, transitavano o si nascondevano presso questo posto. Ciò valse in modo particolare per l'eresia càtara, riguardo alla quale Roccavione dev'essere stato uno dei maggiori centri di diffusione del catarismo in Italia nel XIII secolo, secondo gli studiosi Dupré-Theseider e Jean Duvernoy. Secondo una leggenda, il primo vescovo della chiesa catara italiana, tale Marcus, che partecipò anche al Concilio di Saint Felix de Laugarais, sarebbe partito proprio da Roccavione per le sue missioni.

  • Per via del legame tra Roccavione e l'eresia càtara, gli abitanti della Vermenagna sono soliti chiamare i Roccavionesi "taru", termine che nel vernacolo locale significa proprio càtari.



Cenni Storici
Il territorio di Roccavione è abitato sin dall'Età del Bronzo, come testimonia il noto sito archeologico di Bec Berciassa, sul quale antiche popolazioni celto-liguri si stanziarono sin dal IX-VIII sec. a.C. Nel II sec. d.C. subì la conquista romana insieme a tutto il territorio piemontese, entrando a far parte prima della regio Liguria et Emilia, poi delle Alpes Cottiae, tra IV e VI secolo. In seguito alla discesa dei barbari nella penisola italiana, nel territorio di Roccavione si susseguirono diverse invasioni di popoli, tra cui i Burgundi e i Goti finché, con la conquista longobarda, il borgo non fu sottoposto all'amministrazione dei monaci dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio.
Sulla rocca di San Sudario vi sono i resti di un antico castello dell'XI secolo che ha presumibilmente avuto una certa importanza strategica fino al XVI secolo, quando nel 1561 i Duchi di Savoia preferirono abbatterlo per poi costruire suoi suoi resti una cappella dedicata al Santo Sudario. La cappella subì la stessa sorte nel 1786 quando, ormai diroccata, venne definitivamente demolita.
Il borgo di Roccavione, essendo ubicato in una zona transfrontaliera da sempre luogo di passaggio di popoli e genti, deve aver avuto una notevole importanza nel periodo di diffusione delle eresie cristiane, in particolare dell'eresia càtara, quando nel XIII secolo i catari e i valdesi furono scacciati dalla Linguadoca e cercarono rifugio nel territorio piemontese allora conteso tra i Marchesi di Saluzzo, i Savoia e gli Angiò. Nel "Trattato degli Eretici" del noto inquisitore Anselmo d'Alessandria vi è un chiaro riferimento al passaggio dei càtari a Roccavione, nel passo in cui questi scrisse: "Ad Rocavion, et est locus apud Cuneum, ubi stabant cathari qui venerant de Francia ad habitandum," cioè: "a Roccavione, luogo presso Cuneo, in cui si stabilirono catari venuti dalla Francia".


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Eventi e Sagre
Sagra del Marrone
Sagre
OTT
10
location_on ROCCAVIONE (CN)
10:00 / 18:00
Cosa fare
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