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Antece (PATRIMONIO UNESCO) a Sant'Angelo a Fasanella

Musei e Siti Archeologici
Preferito
Antece (PATRIMONIO UNESCO)
Indirizzo
SANT'ANGELO A FASANELLA (SA)
Località Costa Palomba
IndicazioniIndicazioni
Descrizione
A  circa 4 km dal centro abitato, nel cuore della catena montuosa degli Alburni, è possibile ammirare a 1125 m s.l.m. (Cima Costa Palomba), un’antica scultura rupestre raffigurante un guerriero scolpito nella roccia, conosciuto con il nome di Antece (in gergo locale, antico o immobile).

La sagoma del guerriero risalirebbe a circa 2500 anni fa, una datazione che fa presumere l’abbigliamento di Antece costituito da chitone - tunica ionica di origine orientale - scudo e scure. 

Per il suo valore artistico e per la sua storia mista a leggenda, l'UNESCO ha inserito l’Antece nella lista del Patrimonio dell’Umanità. Intorno alla scultura in pietra, si presume sorgesse un sistema di mura poligonali con la funzione di proteggere dalle invasioni gli insediamenti che si trovavano all’interno. Costa Palomba era stata sempre considerata un’ottima postazione grazia all’ampia visuale che offriva, ed è stata per questo sempre occupata, come dimostrano i numerosi ritrovamenti di materiali; un esempio tra tanti, punte di freccia risalenti all’uomo di Neanderthal, 40 mila anni fa.

Il guerriero è stato ricavato in rilievo dalla roccia e la figura è a grandezza naturale. A circa 10 m dalla statua, è stata rinvenuta una vasca ellittica profonda circa 20 cm e dotata centralmente di un piccolo canale di scolo. Gli storici ritengono che possa essere stata una vasca sacrificale utilizzata da popolazioni che consideravano Costa Palomba un luogo sacro.

Tutti elementi e caratteristiche risalenti al IV secolo a.C., epoca in cui Costa Palomba era sede di un castrum popolato dai Lucani. Inoltre, sulla base di testimonianze orali tramandate nel corso dei secoli e delle abitudini socio-culturali delle popolazioni di quel periodo, si presume che Antece sia la rappresentazione di un Dio o un eroe. L’ipotesi più accreditata affermerebbe che raffiguri la divinità pagana venerata dai Lucani che abitavano i Monti Alburni. 

Grazie soprattutto al fascino e al mistero che il guerriero di pietra suscita interiormente all’ osservatore, l’Antece è reputata l’opera artistica più suggestiva di Sant’ Angelo a Fasanella e del Cilento.

Curiosità

  • L’abbigliamento di Antece è tipico della cultura ionica anche se il chitone non veniva usato dai guerrieri, bensì dagli artigiani. Questo elemento fa ritenere che Antece fosse un semplice popolano , divinizzato per merito di qualche gesto eroico. Nello specifico, si pensa che fosse un abile fabbro e che abbia fornito le armi alle popolazioni di Costa Palomba.

  • Oltre alla cultura ionica, nell’ area di Costa Palomba hanno predominato anche la cultura lucana e romana. Nel suo "Naturalis historia", lo storico naturalista latino Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) descrive la zona del Cilento come un insediamento lucano. Ciò fa supporre che il chitone indossato da Antece fosse una semplice tunica senza maniche, che veniva usata anche dai guerrieri sotto l’armatura. Si suppone che Antece non sia stato raffigurato con l’armatura perché le popolazioni che abitavano l’area non disponessero dei materiali per crearla. 

  • Nel libro II delle “Georgiche”, Virgilio fa riferimento agli Enotri descrivendo il loro uso di costruire piccoli piazzali fortificati per difendersi, proprio come la fortificazione di Costa Palomba che si presenta come un pianoro quadrato circondato a nord da un bastione roccioso e sugli altri lati da un muro che ne delimita i l’area. 

  • Nei testi di Tertulliano si fa riferimento al culto del Dio Alburno nella stessa zona già descritta da Virgilio nelle Georgiche. Si presume dunque una forte presenza pagana, dominata da culti rivolti a dei ed eroi all’ interno della catena montuosa, il cui fulcro era rappresentato sicuramente dal culto di Antece. 

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