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Foto Armento (PZ)
BENVENUTO AD ARMENTO, IL BORGO SENZA VELI!

Armento è un graziosissimo borgo di soli 585 abitanti, arroccato su una cresta allungata a 710 m s.l.m., delimitata da ripide scarpate che sprofondano nella valle del Torrente Armento ad Est e nel Fosso Lombardo ad ovest ... .

Il borgo, insieme a tutta la valle del suo torrente, è caratterizzato da una singolarità geologica e geomorfologica che lo rendono un interessante geosito di pregio scientifico e ambientale. Armento sorge, infatti, in parte su un terreno argilloso e in parte su un conglomerato di ciottoli: un patrimonio assolutamente da preservare. Si dice che il borgo sia "senza veli" poiché, arrivando dalla Val D'Agri, scopre in maniera ostentata il fianco.

Abitato già in epoca protostorica, Armento vanta un patrimonio storico considerevole. Intorno al VI secolo, è stato un centro di notevole importanza, che recava il nome di "Galasa", antica città dei tempi della guerra di Troia, di cui purtroppo si conosce molto poco. Alla colonizzazione dei Greci, fece seguito quella dei Romani. Una straordinaria quantità di pregevoli rinvenimenti archeologici risalenti ad epoche diverse, è stata portata alla luce grazie alle proficue campagne di scavo effettuate sul territorio. Tra i tanti capolavori, la statua di bronzo del Satiro Inginocchiato, e la Corona aurea di Kritonios, una ghirlanda aurea facente parte del corredo funerario di un ignoto capo locale, entrambi risalenti al IV secolo a.C. ed oggi custoditi presso il Museo Archeologico "Staatliche Antikensammlungen" di Monaco di Baviera.

Circondato da un bosco secolare, il borgo regala agli occhi di chi arriva, un pittoresco e suggestivo paesaggio. Il suo territorio, di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e culturale, ricade sotto la tutela del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese.

Il borgo di Armento è questo e molto altro ancora...

Curiosità 

  • Il piccolo borgo è sede del Palazzo Vescovile, dimora estiva del Vescovo del borgo di Tricarico (MT). Questo lo ha reso, nel tempo, un centro di richiamo religioso e di forte spiritualità.

  • I numerosi tesori archeologici rinvenuti ad Armento sono conservati oggi nei musei di Policoro, Potenza, Napoli, Monaco di Baviera, Londra e Boston.

  • Ancora oggi, nel dialetto armentese, perdura qualche locuzione greca risalente al periodo di colonizzazione dei Greci.

  • La Corona di Kritonios, rinvenuta nel 1814, è un capolavoro di oreficeria che ha il pregio di aver avviato la ricerca archeologica in Basilicata, ma al contempo anche la triste stagione del trafugamento di beni all'estero. 

  • E' del 2019, il ritrovamento di una preziosissima tavola in legno di "San Leonardo", dipinta a tempera, che sembrerebbe risalire al XV secolo. L'immagine, oggi custodita nella Chiesa di San Luca Abate, era stata trafugata nel 1972, provocando uno shock nella comunità del borgo che nutriva una forte devozione nei confronti del "Santo delle catene”.

Citazioni famose 

  • "A te dunque, o mia patria diletta, dedico questo mio piccolo lavoro; a te che porti testimonio di tante gloriose gesta dei nostri padri antichi, a te che nelle tue mura accogliesti tanti illustri guerrieri Lucani che fiaccavano l’orgoglio e la superbia del popolo Romano, a te che fosti testimonio dell’eroismo di S. Luca Abbate che, con un pugno di armigeri Armentesi, distrusse l’orda barbarica Saracena. Accettatelo di buon grado, miei cari cittadini, che dovete andar superbi di avere per patria un’Antica Città che occupa nella Storia una pagina luminosa". Cit. Nicola Villone in un manoscritto inedito del XIX secolo.

Apparizioni Cinematografiche 

  • Nel 2013, il regista milanese Michelangelo Frammartino ha girato ad Armento il film sugli Eremiti dei boschi intitolato "Alberi", con gli abitanti del borgo come attori. Il film è stato presentato in anteprima al MoMa PS1 nel programma del Tribeca Film Festival di New York. 


Cenni Storici
Le prime notizie sulle sue origini risalgono al periodo della colonizzazione greca, quando i coloni penetrati nel territorio della costa ionica, si spinsero verso l'interno e ne occuparono la vallata e le alture del fiume Agri. Fu più volte saccheggiata dai Saraceni. Appartenne ai Longobardi, che risiedevano a Salerno. Dalla metà dell' XI secolo, fu donata dai Normanni al Vescovo di Tricarico. Successivamente, fu sottoposta al dominio delle famiglie Sanseverino e Carafa.

Il paese, nel 1850, fu distrutto quasi del tutto da una frana.

Si presume che originariamente il suo nome fosse CALESA, mentre l'attuale nome ARMENTO deriverebbe da “ARIMIENTO” che significa “terra da pascolare”. Secondo altre fonti ARMENTO deriva da “ARMAMENTARIUM”, indicato come luogo di deposito di munizioni e come fabbrica di armi.

Testimonianza della presenza greca in questo territorio sono i ritrovamenti di alcuni vasi di ceramica risalenti al VII-IV sec. a.C., e altri oggetti in bronzo, in rame, in oro e argento, scoperti in località Serra Lustrante. Reperti che oggi sono conservati nei più importanti musei d'Europa: Parigi, Londra, Vienna, Leningrado e Napoli. A Monaco si trova la famosa Corona di Critonio, fatta con foglie e rami d'ulivo e d'alloro intrecciati, scoperta alla fine del 1700.

Di grande interesse artistico è la chiesa di S. Luca Abate, che conserva numerose opere appartenenti al Monastero Basiliano, in particolare un trittico che rappresenta la Madonna col Bambino e i Santi Luca e Vitale. Molto bella é anche la Chiesa Madre, che conserva un polittico del XVI sec. e un quadro della Madonna del 1600.

Caratteristica è la cappella di San Vitale in cui sono conservati affreschi raffiguranti episodi della vita del Santo del 1630, ed un quadro del Crocifisso con San Nicola e San Michele Arcangelo.

Interessante é anche la cappella di Sant'Antonio che conserva affreschi raffiguranti la Madonna Assunta in Cielo, e la Cappella di San Luca che conserva oltre un quadro su tela del XVIII sec. raffigurante la Madonna con Santo Stefano e San Lorenzo, anche la statua lignea di San Vitale del XVIII secolo.

Il piccolo paese è un centro di richiamo religioso in quanto sede del Palazzo Vescovile, dimora estiva del Vescovo di Tricarico.

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