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San Donato di Ninea (CS)

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Foto San Donato di Ninea (CS)
BENVENUTO A SAN DONATO DI NINEA, BORGO DELLE CASTAGNE E "CONCA DEI METALLI"!

San Donato di Ninea è un antico borgo calabrese di 1.228 abitanti, aggrappato ad uno sperone roccioso sul quale si erge la Chiesa millenaria della S.S. Assunta. Dal piazzale "Motta" antistante la Chiesa, è possibile ammirare un panorama a 360° sulla Calabria Settentrionale ... . Gli sconfinati boschi, le imponenti vette che sfiorano i 2000 metri, l'immenso centro storico caratterizzato da migliaia di vicoletti, rendono San Donato di Ninea il luogo perfetto per ritrovare la pace dei sensi attraverso una profonda introspezione.

Situato nella porzione meridionale del Parco Nazionale del Pollino, San Donato di Ninea offre innumerevoli bellezze naturalistiche. A quota 1351 metri, in località Piano di Lanzo, si trova un rifugio che è tappa intermedia del Sentiero Italia. Questo è un importante punto di snodo dei sentieri che vanno a Sud Ovest verso Monte La Mula (1936m), Il Campo di Annibale (1568m), La Muletta (1717m), e a Nord Est verso Cozzo del Pellegrino (1987m e vetta più alta dei Monti dell’Orsomarso) e Cozzo dell’Orso (1568m). In questi luoghi regna il Capriolo Italico (Capreolus Capreolus Italicus,) relitto di quella che è una rara sottospecie autoctona, ormai confinata in isolate e pochissime zone d’Italia. Oltre al capriolo sono presenti il lupo, il cinghiale, la volpe, la faina e numerose specie di rettili, nonché di rapaci come l’aquila reale. La flora è rappresentata da castagneti, lecceti, ontani napoletani, faggi e da alcuni esemplari di Pino Loricato (che è presente, in Italia, solo qui nel Parco Nazionale del Pollino). Particolarità botanica è la Peonia Peregrina, bellissimo fiore con petali rossi vellutati, specie endemica del Massiccio del Pellegrino. Il castagneto ha rappresentato nello scorso secolo la principale risorsa economica di questo antico borgo. Ancora oggi la castagna, con una notevole produzione sia quantitativa che qualitativa grazie ad una superficie totale di circa 500 ettari, è fiore all’occhiello dell’agricoltura Sandonatese.

La particolare conformazione geologica e l'innumerevole presenza di minerali quali oro, argento, vetriolo, cinabro, ha fatto sì che il borgo venisse definito "la conca dei metalli". E’ da supporre che le miniere dalle quali si estraevano i minerali, fossero conosciute da tempo immemorabile, e tuttavia il primo documento, in cui è menzionata la miniera di ferro di San Donato, è un diploma risalente a 1191. Ancora oggi si possono ammirare i resti delle antiche miniere, in località “Bocca della Cava”, dove esiste il “Casino dell’Oro”, edificio che serviva da deposito e abitazione per i minatori. 

Il vasto territorio di circa 82 Km² include anche alcune importanti Frazioni. Una di queste è Policastrello che fino al 1811 era, dal punto di vista amministrativo, un Comune a parte. Nonostante le dimensioni ridotte rispetto al centro storico di San Donato di Ninea, a Policastrello è possibile trovare alcuni importanti Monumenti come la Chiesa di S.S. Salvatore, l'Oratorio di Santa Domenica (con affreschi del '500) e il Castello Normanno situato nella parte alta. Peculiarità che rende San Donato di Ninea unico nel suo genere, con un doppio centro storico nello stesso territorio comunale, altrettanto ricco di bellezze architettoniche, antiche tradizioni e meraviglie naturalistiche.

Il borgo di San Donato di Ninea è questo e molto altro ancora...

Curiosità

  • Il nome attuale del borgo ricorda Ninea (Νιναία in greco), un'antica città fondata dagli Enotri ma subito "grecizzata". La denominazione moderna venne adottata ufficialmente con decreto reale n. 1704 del 18 febbraio 1864, scelta dal consiglio comunale di San Donato in seguito all'invito del Governo a scegliere un nome che distinguesse il Comune dagli altri omonimi.

  • Policastrello, a circa 6 km da San Donato, è stato un comune autonomo fino alla dominazione francese quando, per l'impossibilità di reperire uomini idonei al reggimento, nel 1811 venne aggregata al comune di San Donato divenendone una frazione.

  • Nel borgo esiste la particolare espressione dialettale "Cùlu rùttu e sènza ciràsi", nata dalla brutta avventura di un compaesano colto di sorpresa su un ciliegio dal suo proprietario e rimandato a casa a calci nel sedere. Da qui la frase "Cùlu rùttu e sènza ciràsi" che sta ad indicare una sconfitta con danni, un'avventura nella quale era meglio non imbarcarsi.

Citazioni famose

  • All’entrata del paese, il cartello di benvenuto: «San Donato di Ninea, il paese dell’accoglienza!». Sarà vero? Eccome, da non crederci! Sono in quattro ad aspettarmi: Francesco, Angelo, Ernesto e Paolo, che mi hanno contattato per mostrarmi le bellezze del loro paese. [...] Da San Donato di Ninea a Belvedere, passando per Sant’Agata di Esaro, il percorso è mozzafiato. Mi dirigo subito in spiaggia a Belvedere Marittino, e spogliandomi in fretta mi immergo in mare. Salita, sudore, discesa, sollievo: con queste quattro parole posso esprimere la mia giornata. Cit. Roberto Aiello e Giuseppina Mazzei in "Calabria. Viaggio alla scoperta della mia terra.", 2020.

Apparizioni cinematografiche 

  • Il cortometraggio "The Millionairs" (2017), che ha visto il noto attore Claudio Santamaria esordire come regista, è stato girato lungo il confine calabro-lucano, tra le strade del Parco Nazionale del Pollino. Il film è tratto dalla omonima Graphic Novel dell'autore e illustratore svizzero Thomas Ott, e vede numerose auto d'epoca inseguirsi di notte, tra incidenti e omicidi per accaparrarsi una misteriosa valigetta. Successivamente, le riprese si spostano in un antico casale abbandonato nei boschi che è diventato un inquietante Motel per viaggiatori.



Cenni Storici
San Donato di Ninea si chiamava anticamente Ninea e fu fondato dagli Enotri prima delle colonie greche. Dal 18 febbraio 1864 il borgo ha cambiato il suo nome in quello attuale.

Lo storico e geografo greco Ecateo da Mileto, vissuto tra il 560 e il 490 a.C., cita Ninea già in "Descrizione della Terra".

Il primo nucleo storico era situato nella parte più bassa, ma a causa delle invasioni turche e saracene si spostò nella parte più alta dove attualmente sorge il borgo.

Primo feudatario fu Filippo Bretau, che nel 1278 lo cedette a Gerardo d'Arena, che a sua volta lo passò a Filippo Tardo da Pistoia nel 1310. Più tardi fu aggregato allo Stato dei Sanseverino di Bisignano. Passò poi agli Ametrano (1663-1732), ai Cavalcanti (1732-1764), ai Sambiase (fino al 1780). Fu infine acquistato nel 1780 dai Campolongo, i cui eredi lo mantennero fino all'eversione della feudalità. Il titolo ducale rimase però ai Sambiase.

Quando San Donato divenne comune, le sue terre furono cedute alla classe borghese. Racconti popolari dicono che la delusione dei contadini e dei braccianti, convinti che si sarebbero spartiti le terre dei feudatari, fu tale da spingere Saverio Iannuzzi al brigantaggio. Il "Priscente" si unì alla banda di Francesco La Valle, ma fu tradito da un amico che lo consegnò alla morte nel 1864 per intascarsi l’ingente taglia posta sulla testa del brigante.

Nel 1863, su invito del Governo, per evitare equivoci e contraddistinguere San Donato dagli altri comuni omonimi, si aggiunse l’antico nome Ninea.

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Pagina gestita dal Comune di San Donato di Ninea.

Si ringraziano Riccardo La Monica, Luigi Sirimarco, Angelo De Maio, Vanessa Cozza, Gianluigi Buono, Mario D'angelo e Ernesto Cucci per il materiale fotografico.

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