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Moliterno (PZ)

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Foto Moliterno (PZ)
BENVENUTO A MOLITERNO, IL BORGO DEL CANESTRATO E DEI MUSEI!

Moliterno è un borgo lucano di 3.868 abitanti che, dall’alto dei suoi 847 m s.l.m., domina la valle del fiume Agri, incastonato nella sua porzione più occidentale a confine con le terre campane con le quali, fin dai tempi più remoti, ha intrattenuto scambi e interazioni culturali ed economiche ... . Tutt’intorno al colle del borgo, è ampissimo l’orizzonte a perdita d’occhio, delimitato dalle più simboliche cime della valle, la doppia punta del monte Sirino-Papa, la lunga schiena di Serra Giumenta, la lucente piramide rugosa del monte Alpi e la morbida linea del monte Raparo che ogni mattina offre la meraviglia del sole nascente.

Il territorio di Moliterno è quasi integralmente inserito all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese,  grazie alla  notevole varietà di ambienti, ecosistemi e paesaggi che lo caratterizzano. Ricadendo nel filone geologico calcareo della valle, Moliterno presenta un territorio multiforme costellato di murge, di balze, di grotte, oltre che di corsi d’acqua come lo Sciaura e il Maglie. Numerose sono le sorgenti dai nomi più fantasiosi che rappresentano altrettanti spunti di itinerari di trekking e di passeggiate, attraverso cui è possibile constatare il mirabile equilibrio tra l’azione dell’uomo, pastore e custode del territorio, e l’anima profonda della natura. A circa 5 km dal centro abitato, sulla dorsale montuosa che separa la Val D' Agri dal Vallo di Diano, è ubicata una preziosa area protetta con un'estensione di circa 350 ettari: l'Oasi Naturale Bosco Faggeto di Moliterno. Già Sito di Importanza Comunitaria (SIC), oggi è Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e attrae ed incanta i visitatori in ogni stagione dell’anno. L’interesse per questo sito è molto alto anche grazie alla percorribilità della rete sentieristica principale, alla bellezza degli ambienti naturali e alla varietà dei tipi vegetazionali riscontrabili, a cominciare dalla imponente faggeta, relitto di secolari formazioni silvicole, fino alla prateria rocciosa e assolata, singolare habitat protetto per le preziose fioriture di orchidee, alcune rare.

Sin dai tempi antichissimi, Moliterno è famoso per il suo pregiatissimo formaggio, il Pecorino Canestrato di Moliterno I.G.P. Un formaggio ovicaprino a pasta dura, di notevole qualità, celebrato in agosto con una sagra dedicata ed una mostra mercato. La fama di cui gode il Canestrato di Moliterno è dovuta, oltre che alla qualità della materia prima (il latte, 75% di pecora e 25% di capra) ed alla modalità di trasformazione, alle peculiarità organolettiche conferite a questo straordinario formaggio nel corso della stagionatura; stagionatura che avviene nei tradizionali “Fòndaci”, locali interrati o seminterrati, nel cui interno si ritrovano particolari condizioni microclimatiche. Quando le pecore vanno in “asciutta” e non si può produrre il pecorino, ci si dedica alla produzione di un altro squisito formaggio fresco di capra: il “Casieddu” (da luglio a settembre). ll suo sapore delicato ed aromatico è dovuto al fatto che il latte, già filtrato attraverso le foglie di felce, prima di essere cagliato viene insaporito con un’erba chiamata “nepita” (nepitella). La pasta del “Casieddu” viene lavorata in piccole sfere che, se vendute fresche, vengono avvolte in foglie di felce, tenute insieme da un legaccio di foglie di ginestra.

Culla di tradizione e di cultura, il paese immerso nel verde dell’Appennino Lucano, nasconde in ogni suo angolo pezzi di storia; il Castello medievale, dichiarato “Monumento d’interesse nazionale”, rappresenta uno spaccato delle molteplici dominazioni che si sono susseguite nel feudo di Moliterno, e testimonia la ricchezza e dinamicità della vita del borgo antico. Al già ricco patrimonio artistico-culturale presente sul territorio comunale, di recente si è aggiunta una nuova realtà sicuramente unica per un paese di circa 4000 abitanti: il Sistema Museale MAM (Musei Aiello Moliterno). Il MAM è costituito da sei musei, sei contenitori culturali, ognuno rappresentato da un tema specifico: il Museo Palazzo Aiello 1786, con una raccolta d'arte dedicata al paesaggio dai primi dell’Ottocento alla seconda metà del Novecento italiano; il Museo Casa Domenico Aiello, che ospita veri e propri capolavori d’arte dei grandi pittori dell’Ottocento Lucano (Michele Tedesco, Vincenzo Marinelli, Giacomo Di Chirico); il Museo Via Rosario Contemporanea, con la collezione permanente di arte contemporanea, di artisti di levatura internazionale; il Museo del Novecento Lucano, che accoglie i grandi nomi dei pittori lucani (Luigi Guerricchio, Mauro Masi, Gaetano Pompa) con uno spazio dedicato a due “lucani d’adozione”: Carlo Levi  e Josè Ortega; il Museo della Ceramica del '900, in cui sono ospitate prevalentemente opere del cosiddetto periodo tedesco della Ceramica Vietrese; infine la Biblioteca Lucana Angela Aiello, che custodisce una raccolta di libri dei maggiori scrittori lucani e stampe sulla Basilicata, dal Seicento al Novecento. Ospita, inoltre, spazi dedicati alla sala delle Mappe e a quella del Grand Tour. Rimanendo in tema di musei, merita una visita anche il Museo Civico d’Arte Sacra, di proprietà comunale, in cui sono esposti alcuni dei manufatti artistici più rappresentativi della cultura locale, provenienti dalle diverse chiese di Moliterno.

l borgo di Moliterno è questo e molto altro ancora...

Curiosità 

  • Fiore all’occhiello del borgo è la Biblioteca Comunale “Giacomo Racioppi”, che conta un fondo vivo di circa 20.000 volumi e una buona dotazione di testi antichi, soprattutto grazie alla donazione della biblioteca privata dello storiografo Giacomo Racioppi. 

  • A Moliterno vi sono due tradizioni molto belle: a Natale vi é la tradizione di recitare il Rosario natalizio cantato, rigorosamente in dialetto; la domenica delle Palme, è tradizione bruciare le foglie di ulivo sul fuoco, per testare l’amore fraterno, familiare o di coppia: quanto più queste scoppiettano e saltano vorticosamente, tanto più è grande il sentimento.

  • Nel borgo si pratica calcio dal 1921, dall’antica U.S.M. (Unione Sportiva Moliternese) all’attuale Polisportiva Moliterno A.S.D.

  • A Moliterno è presente la prima Sezione Lucana di Tiro a Segno Nazionale.

  • A pochi chilometri è presente il Comprensorio Sciistico del Monte Sirino, ideale per escursioni invernali in famiglia fra boschi innevati.

  • A Moliterno è attivo, già dall’anno accademico 2005/2006, il Corso di Laurea Triennale di "Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro" (abilitante alla professione sanitaria di Tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro). Il corso rientra nella proposta formativa della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con sede principale a Roma.

  • Dal 1982 è in essere l’attività del Laboratorio Teatro Popolare – Gruppo Folk “U’ Cirnicchiu”, che porta avanti un lavoro di ricerca dei costumi, del linguaggio, dei canti e delle danze della tradizione moliternese.

  • La Compagnia Teatrale amatoriale "Maschere Libere" nata nel 1995, si esibisce portando in scena l’amore per il teatro.

Citazioni famose 

  • "Eccellenza, Siate il benvenuto in Moliterno, ove tutti, al semplice annunzio di sì alta visita, aprimmo gli animi alla speranza che, a nostro danno, l’oblio non perduri. Ed io, forte per costante fede, in nome dei miei 8000 amministrati, dei quali, 3000 circa, i più vigorosi e giovani, sparsi e raminghi per le diverse regioni d’America, e 5000 qui presenti, ma anch’essi quasi tutti disposti ad emigrare, reco: a Vostra Eccellenza, nella qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri di sua Maestà, la espressione dei sensi più schietti e profondi della fedeltà e dell’ubbidienza; al Nobile Figlio di Brescia la forte, quella della fratellanza ed all’illustre Giuseppe Zanardelli, quella dell’ammirazione e della gratitudine. E con l’augurio di vedere presto la Basilicata restituita all’antica sua prosperità economica, bevo alla Vostra salute, al grido di Viva l’Italia, Viva il Re!" Cit. Sindaco di Moliterno Vincenzo Valinoti Latorraca, nel Discorso di benvenuto al Presidente del Consiglio dei Ministri di Sua Maestà Giuseppe Zanardelli, 18 Settembre 1902.
Apparizioni cinematografiche 

  • A Moliterno sono state girate alcune scene del film “Terra bruciata” (1999), diretto da Fabio Segatori, il cui protagonista, dopo aver vissuto alcuni anni negli USA come stuntman, fa ritorno nel paese natìo in Basilicata.



Cenni Storici
Una facile etimologia, farebbe derivare il nome di Moliterno dal suo castello e propriamente dalla sua grande Torre merlata, detta "Moles aeterna". Secondo lo storiografo Giacomo Racioppi, invece, Moliterno deriverebbe dall'unione della radice del sostantivo "mulctrum” (recipiente usato durante la mungitura) al suffisso “ernum”, che darebbero origine a “mulct-ernum”, ovvero Moliterno, ovvero luogo dove si coaugula il latte.

Le origini di Moliterno non sono certe, ma pare che fosse già abitato nell'epoca preromana. Notizie certe risalgono invece al periodo della distruzione, ad opera dei Saraceni, della vicina città di Grumentum, tra l'872 e il 975 (secondo altri avvenuta nel 1031), che hanno visto conseguentemente un accrescimento del "pagus" di Moliterno. Numerosi furono infatti i Grumentini sfuggiti al massacro che si raccolsero intorno alla torre longobarda. Il primo popolo straniero ad aver lasciato traccia di sé nell'attuale centro abitato fu proprio quello dei Longobardi che, sospinti nel principato di Salerno, cui Moliterno apparteneva, fecero costruire la "torre merlata" con funzione di vedetta, per controllare i Saraceni che, attraverso il valico di Castelsaraceno, miravano alla conquista di Grumento.

Dopo i Longobardi, Moliterno passò sotto la dominazione dei Normanni, che fecero costruire il castello e regnarono dal 1059 al 1186.

Con il matrimonio di Costanza d 'Altavilla, ultima erede dei normanni, con Enrico VI, subentrarono gli Svevi.

Agli Svevi seguirono gli Angioini, con i Baroni Brajda che dominarono per 108 anni, dal 1269 al 1477. Sotto di essi Moliterno fu più volte devastata, per le continue lotte tra i partigiani dei nuovi arrivati e i fedelissimi di casa sveva che causarono la morte di numerose persone. 

Nel 1442, dopo una guerra durata 20 anni tra Angiomi ed Aragonesi, Ferdinando di Aragona, approfittando delle continue discordie fra i baroni locali, si impadronì del regno di Napoli, annettendolo a quello di Sicilia. Ebbe inizio, così, anche per Moliterno, la dominazione degli Aragonesi, che terminò nel 1502.

Sotto tale dominazione, Ugone di Brajda, con l'assenso del re Ferdinando II° di Aragona, cedette il feudo di Moliterno ad Antonio Sanseverino, prin­cipe di Salerno nel 1477.

Per le frequenti cospirazioni dei Sanseverino, prima contro gli Aragonesi, poi contro gli Spagnoli, il feudo venne tolto loro da Ferdinando il Cattolico nel 1505, ma poi fu restituito ad Alfonso Sanseverino che lo mantenne fino al 1524, quando lo cedette per trentanovemila ducati al principe di Stigliano, don Antonio Carafa, i cui discendenti lo manten­nero fino al 1662.

Sotto la dominazione dei Sanseverino, per quanto turbolen­ta sul piano politico, si svilupparono a Moliterno l'allevamento e l'agricoltura, e il commercio della lana, degli ovini, dei cereali.

I Padri Domenicani che si erano insediati nel convento di San Nicola in Pantanellis, per volere degli Angioini che li preferivano ai Basiliani, nel 1510 si trasferirono nella "grancia" della Serra di Moliterno, chiamati dai Sanseverino. Sotto i Carafa, crebbero in prestigio e potenza, facilitati dal fatto che Anna Carafa, donna tra le più belle e colte del suo tempo, aveva sposato don Ramiro Filippo di Guzman, un nobile spagnolo che si vantava di discendere dalla famiglia Guzman, viceré del regno di Napoli sotto Filippo IV. Secondo Valinoti Latorraca, il loro potere fu tale da ottenere dalla Santa Sede che, in sostituzione dell'Assunta, antica patrona che proveniva dalle tradizioni Grumentine, venisse dichiarato nuovo patro­no di Moliterno San Domenico di Guzman.

Il figlio di Anna Carafa, Nicola Carafa Guzman, vendette Sarconi, San Chirico e Moliterno nel 1682 a G. B. Spinelli, duca di Caivano. Gli Spinelli (1685), vendettero le suddette terre per lo stesso prezzo a Donna Silvia Caracciolo (vedova del marchese S. Marco, D. Carlo Emanuele Carvisiglia), che, con atto pubblico dello stesso notaio, dichiarò che era stata semplice prestanome ed aveva comprato per conto e con denaro del D. Fabrizio Pignatelli, Principe di Marsiconuovo e signore di Moliterno.

Sotto il dominio di casa Pignatelli, per Moliterno le cose cambiarono in meglio. Moliterno, infatti, andò sempre più configu­randosi come ente comunale: governatori e giudici non furono più sgherri dei baroni, ma persone legalmente riconosciute. Il paese diventò importante nelle arti e nelle scienze, le scuole si moltiplicarono, si sviluppò un'accademia di studi, fiorì il teatro e nacque una scuola di medicina. In questo periodo, Moliterno fu una vera fucina di artisti ed intellettuali. 

Fu nel 1806, con la legge del 2 agosto emanata dai francesi, che segnò l'abolizione della feudalità, lasciando ai baroni solo il titolo nobiliare, che i domini di qualsiasi natura vennero distribuiti fra i cittadini del Comune. L'allora feudo, che comprendeva Moliterno, Sarconi e San Chirico Raparo, fu quindi annullato, diviso in pezzi ed assorbito dai creditori, che ne compirono l'ultima parte di espropriazione forzata verso il 1830. Il titolo di principe di Moliterno, annesso a quello di Marsiconuovo, fu attribuito al Senatore Galloni, il quale discendeva dal Principe Tricase. Questi per un credito di novemila ducati al quale rinunciò a favore della massa dei creditori, ottenne il titolo nobiliare di Principe di Marsiconuovo e di Moliterno, che unì a quello di Tricase.

Nacque così il Comune di Moliterno che successivamente, con l'opera di unificazione di Garibaldi, entrò a far parte del Regno d'Italia.

Il paese ha dato i natali ad importanti personaggi illustri, letterati, uomini politici, generali, pittori ed alti prelati. Vanta tra i suoi illustri concittadini Ferdinando Petruccelli della Gattina (1815 – 1890), medico, storico, letterato, precursore del giornalismo moderno; il Generale Giuseppe Parisi (1757 – 1829) fondatore dell’Accademia Militare della Nunziatella di Napoli; Giacomo Racioppi (1827 – 1908) storiografo di fama internazionale; Michele Tedesco (1834 – 1917) famoso pittore di respiro internazionale che contribuì alla prolifica stagione dei macchiaioli a Firenze per poi affacciarsi nel dinamico panorama artistico europeo attraverso i numerosi viaggi effettuati in compagnia della moglie tedesca Julia Hoffmann. 

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Pagina gestita dal Comune di Moliterno con la collaborazione della Pro Loco.
Si ringraziano Pasquale Dicillo e Marco Benzoni per il materiale fotografico.
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